Mi chiamavi
Gesuino Curreli
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Mi chiamavi sempre poeta
e mi piaceva sentirlo,
ma la poesia è altra cosa
dalla tenera e innocua bugia
che ti ho sempre cantato.
Ho sempre avuto l'ardire,
ma Ippocrene mi ha negato
i suoi umori, e nel suo corpo
non ho mai bagnato
il barlume dell'estro
che feconda in ogni umano sentire.
I versi mi girano intorno,
ma quando è poesia
travalicano spazi e mondi d'eterno,
quando è verso la parola scintilla,
come brilla il suo senso
chiuso in metafore d'oro.
La poesia è il pianto di
chi non riesce, é il talento
che cresce nel cucciolo umano
e confonde e stupisce,
il creato. Chi ha potere
di espressione zittisce
perché solo di rado, raramente
qualcuno, si erge al di sopra
dell'uso consunto, e sa fare poesia.
Poesia, invenzione o costrutto,
sublime racconto di un'era,
di un semplice attimo
che riassume l'eterno,
un aneddoto che parrebbe
di nessuna importanza,
e, parola dopo parola,
si pregna di somma importanza
e da lustro all'umano sapere-
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Antonella Bonaffini26 aprile 2009
Che dire... Versi che ho letto con molta attenzione e che non necessitano di alcun commento. Una parola. Splendida!

