Sei uomo
Quando viene sera
mi manchi:
i giochi di fanciulli
nei cortili,
fra colonne sbeccate
e lenzuola stese,
i riccioli neri al vento
e la tua voglia
di non diventar mai uomo.
Quell'assopirsi lieto
in un mondo di fiabe,
di lecca lecca e zucchero filato;
un ondeggiare lieve
di un giorno dopo l'altro
e non sei più bambino.
Tuo figlio,
unico specchio di un'immagine
che ancora ti piace:
senza ragnatele di rughe
e capelli imbiancati;
scorcio di baci rubati
e sigarette nascoste.
Ti volti e rivolti
a cercare i giorni passati
senza trovare mai pace
in un futuro che pesa;
eppure il mio cuore di donna
ti ama così come sei,
nessun rimpianto
per un calendario scaduto.
©
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