Come in monasteri indiani
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C'è molta musicalità (cosa che riscontro assai raramente in questi generi) nella presente ermeticissima poesia, la quale, pur attraverso la ricercatezza di parole e frasi difficili, riesce quasi ad essere capita anche da me. Se anche io sono riuscito quindi (almeno un poco) a captarla, questo è il più grande elogio che l'autore abbia mai ricevuto. E' forse davvero la miglior via da seguire quella di non ricercare troppi ammalianti orizzonti, percorribli solo su difficili strade, e di acquietarsi in un "inebriante silenzio". Appagante anch'esso però. Trovo strano solo che la lettera maiuscola sia guasta nel computer dell'autore, pure nell'inizio del discorso. E mi domando allora perché adoperi le virgole. "Par condicio" non rispettata!
Profonda introspezione, lo stile sempre originale ed espressivo pur nell'ermeticità, si distinguono flussi di pensiero di chi è solito viaggiare con la mente... tra queste righe trovo interiorità e valenza morale alla ricerca di una collocazione più consona da cui trarre nuova linfa e pane per la mente. Apprezzata e letta con piacere.
