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Sociale 29 aprile 2009 · lettura 1 min · 2007 letture

La piazza

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Troppe luci appiattiscono la piazza, i lampioni annientano proiezioni d'ombra, finisce la magia di un bel prospetto, muore il punto di fuga e il culmine, il focus che diffonde la poesia, piange la pianta in scala e l'assonometria non gode di quegli angoli che marcano la via. Oh! Meglio qualche angolo in disparte, sotto una luce tremula di un lampione che balbetta per l'incuria- Un lume rotto che zittisce e basta, poi quell'angolo caldo ed ospitale che da riparo al vecchio per smaltire la birra del boccale, cosi domani, nello stesso posto, ancora il solerte netturbino avrà di che imprecare contro il suo destino dicendo che è di merda o poco più.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (2)

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L
Lorenzo Crocetti29 aprile 2009

Voglio essere il primo a commentare questa poesia, senza essere condizionato da precedenti commenti. Leggo questa poesia come una metafora vera e propria, che parla di poesia, di siti poetici (la piazza) con troppe... luci (partecipanti) di qualche "angolo caldo ed ospitale" dove si può vedere qualcosa di buono. E poi il "netturbino", che interpreto come il poeta che protesta per il suo destino. Non me ne voglia l'autore se ho del tutto falsato il suo pensiero.

Luciano Tarabella29 aprile 2009

Echi, oso, raboniani. Suggestioni e ritmi che fanno pensare; versi veloci, scorrevoli, colmi di magia che vorrebbero suscitare, forse, rabbia ma mi giungono, invece, ras- serenanti. Notevole ed egregia composizione!