C'era un'estate
Apri il tuo sorriso al mattino
e abbracciami nel vento tiepido.
Basterà dimenticare il fremito
d'ali di farfalle macchiate di vino,
domani, quando il vento sarà calato,
mangiato da un mare avido d'estate.
Le passeggiate, il molo e le dita intrecciate;
aspetta... piano, non ti ho ancora dimenticato.
Accarezzami sulla pelle arsa dal sole
mentre la sera muore nei suoni lontani.
Chiudi il blu dei tuoi occhi al buio, e le mani
lasciale scorrere più liquide delle parole.
Abbaglia, questa luna che filtra timida,
che scruta in silenzio i giochi nascosti,
la brezza asseconda le danze dei volti
la voce frena... riparte... sibila.
Questo sole che sbriciola le pietre,
asciuga le mie lacrime e le cancella,
il mare che leviga i sassi e mangia la sabbia
laverà i sogni di un battesimo salato.
Chiudi gli occhi è quasi l'alba.
Già fuggono piano le linee tetre.
Sorrido pensando al domani che è nato
non vuole sparire dal cielo una stella.
©
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