Bambino del domani

Chissà il tuo viso, bambino del domani,
che voli piano sopra la mia Terra,
vedrà l'inchiostro steso da queste mani,
o solo il buio e i flash di un'altra guerra?
Chissà se il tuo mare sarà come il mio...
che a volte pare immobile come d'azzurro cemento
e le sue onde, le note su di un leggìo
si alternano fitte o rade in un lamento.
Sulla tua Terra spero che abbian torto,
che non sia solo acque e deserto
e gabbie di ferro grigio in ogni porto:
perdona il casino, il futuro era incerto!
Spero che l'effetto serra sia solo un errore
e che tutti i calcoli fossero inesatti
se solo potessi sentire il dolore
dei pianti che stridono su cuori già infranti;
Sapresti che ci siamo impegnati davvero
che abbiamo lottato e che siamo migliorati
da oggi il futuro mi sembra sereno,
bambino chissà se vi avremo aiutati...
Vorrei vedere i tuoi occhi e la pelle,
se tutti gli incroci di razze diverse
ti han reso un mutante, un santo o un ribelle
oppure se nasci da fiale disperse.
Chissà, bambino del domani,
se ci ricorderai ancora,
se tra le stelle che stanotte vedo lontane,
taglierai la luce dell'aurora.
basterà che tu schiuda le mani
sorvolando la Terra d'allora,
un sorriso che al tempo permane
sarà il fiore che eterno dimora.
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Commenti (1)
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Marco La Rosa12 maggio 2009
Versi significativi ben strutturati e di attenta riflessione. Letta con piacere ed apprezzata.
