Confessioni di una squaldrina

Sempre mi affaccio alla finestra
per vedere il bel crepuscolo,
salutare con le labbra sulla guancia il bel Sole.
E resto lì ferma a guardarlo sognante
finché non giunge la notte dalla veste danzante.
Allora smetto di essere donna.
E molte anime vanno e vengono
stringendo nella voce il mio nome.
Gustato ogni corpo, m'affaccio di nuovo
a quel beato confine, dove l'aria notturna
gioca con il fumo della sigaretta, e rinfresca
la mia pelle portando via il sudore
dell'uomo di prima,
di un prete,
di un politico,
di una bellissima donna dai capelli dorati.
Ogni sera accolgo anime diverse,
ogni sera mi trasformo in carne.
E molte anime vanno e vengono
stringendo nella voce il mio nome.
No, non condannatemi per quel che faccio,
non condannatemi per ciò che vi dono.
Ogni sera mi trasformo in carne,
come al Sole segue l'amata Luna.
Ogni sera mi trasformo in carne,
eppur mi piace, lo devo ammettere.
E lo voglio confessare al bacio
degli eterni amanti,
ai corpi appena sfiorati
-i seni di lei sul petto virile-
tra un battito e l'altro.
Vorrei tanto un uomo chiamato Amore.
©
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