D'amabile attesa
Ho vibrato e colpito
il cerchio dei mondi
sperando furioso
in mosse di dune
e cavalcar di colori
a torcere stretti
i noiosi profili
La casa ho voluto
e fuggirne contempo
cercando il tepore
di vecchie stagioni
nelle impavide albe
perdute
Immoto disordine
e costante frastuono
rimangon d' attesa
che schiere di nubi
tonanti e sincere
confermino questo sereno
Non conto più i passi
da che la pioggia
non bagna il mio viso
©
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L'autore
Zarathustra
vivo tra l' eccitato ed il depresso la mia sobria ed indelebile punta di masochismo congenito, nell inalterabile e consapevole disordine che segue precedendo il mio passaggio
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