Celebrazione Nera

Esile sposa velata di nero,
va camminando leggera appena sfiorando
quel secco terriccio con i piedi scheletrici.
Assieme a lei, posto al suo fianco,
un futuro marito dilaniato dai corvi:
Amore e Dolore.
E s'avvicinano all'altare allungando passi
tra i crisantemi e l'appiccicosa resina,
inebriando al loro passaggio
l'aria di una avvolgente aroma
di putredine.
Giungono gli invitati emergendo
dal profondo Stige.
Si innalza al di sopra delle fronti
e delle cime di solenni cipressi
una marcia funeraria, di gravi viole
e tristi flauti figlia; danzano le note
nel cielo vibrante di plumbei ricordi.
Giungono gli invitati emergendo
dal profondo Stige.
Giungono le anime alla Celebrazione Nera,
arrivano portando rose nere; nessun regalo
se non la propria memoria e l'intima storia.
Così, tra questi poveri doni, la tetra musica
ed il canto del grillo, siglano il loro gesto d'affetto,
congiungendo i teschi nel bacio più antico del mondo.
©
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Commenti (1)
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Amara27 maggio 2009
...bella... molto suggestiva... e ricca di spunti interpretativi...
