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Amore 31 maggio 2009 · lettura 1 min · 4745 letture

Dirai di me

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Dirai di me... chissà cosa dirai! Fresca ventata di una primavera o intrigo nato nella mezza estate, che è passato dal sonno alla bufera. Che sono un chiromante senza sfera, un fante in mezzo a tanti di una schiera, un amante bugiardo e coinvolgente che grida e che sbandiera supposte insospettabili virtù. Che è già finita l'era, mi dirai, e il menestrello errante da queste parti ormai non passa più. Che spira, freddo, il silenzio, sui merli della torre, e le imposte hanno spento, come palpebre chiuse, il luccichio che davano alla valle. La cortigiana di un tempo, che ascoltava coi sibili del vento il canto, forse, di una capinera, ha lasciato castello e servitù. Dirai che sono... chi? Oh, quello che non dirai sarà quello sento... e senti tu!
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Continuo la metafora turrita, di castelli e di dame, perché la libertà e la gioaia di scrivere mi porta al medioevo e anche più in là.

L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (4)

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Anna Maria Obadon31 maggio 2009

I pensieri come i ricordi resteranno nostri e soltanto nostri. Ricorderemo forse un amore lontano ma in realtà mai passato perché continuerà a vivere nella nostra mente o nel cuore... per sempre. Molto bella questa poesia.

O
Orma Detruria31 maggio 2009

romanticissima immagine di solitaria torre abbandonata, ove ancora il fantasma di una donna aleggia irrequieto facendosi cullare da un vento di malinconica storia, tra veli di passione e di coraggio ancora vivi e tesi, come bandiere al lontano navigante in cerca dell'approdo, in cerca di un'Itaca dispersa nella nebbia. quando il mare lo vorrà ritroverà la sua isola e la sua dama fantasma, o fata.

Paolo Ursaia31 maggio 2009

Musicale, andante con brio, poi, adagio... elegante, suggestiva, molto piaciuta!

L
Lorenzo Crocetti31 maggio 2009

Questa poesia la trovo, ameno per me, di difficile interpretazione, per cui, volendo lasciare il segno della mia lettura all'amico Gesuino, mi verrebbe fatto di scrivere in bacheca un "gradita assai" e levarmi cos' il pensiero. Poiché la poesia la sento invece davvero coinvolgente, trasportata con sopraffina arte in quell'antico tempo, tento di far arrivare all'autore il mio apprezzamento espresso in queste due quartine: Giacché tu ami tanto le castella e le torri dell'ere medioevali, che t'alzan della mente le livella ed al poetare t'aprono le ali, prova a vestirti in abiti curiali e alla luce d'accesi candelieri poniti a poetar, poiché tu vali, come tu fossi... chi?...Dante Alighieri! Spero aver mostrato l'apprezzamento.