Inebriazione e dignità
La grinzosa ruggine lacera il maestoso rapace
Artigli già pronti e affilati
Sono ora arsi da meschina brace
E le argentee piume consumate da lamenti indemoniati
Petrutia elevò l'onore del Fato.
Tra mare e opulenza verdeggiante ecco qua:
gente di ardita tenzone e d'orgoglio dannato
una beata folla inebriata di dignità.
Maledetto colui che incise quella defissone
Che la natura selvaggia già non concordò
E per qualche velleità o denigrante ragione
Agli inferi i petrutiani condannò
Elevati Abruzzo dal regime del destino
Il tuo popolo già intona il coro:
è superato il declino!
E' ora che i cipressi lascino spazio a piante d'alloro.
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