Sotto lo sguardo tenero del giorno
Enrica Renata Ferreccio
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Nelle arpe della notte
Le corde stridono note di ghiaccio.
Vibrano i ricordi, inviolabili,
nel nostro pianto disperato;
per lo sguardo muto del tuo viso illividito,
si levano straziate le preghiere,
subito s'infrangono, senza sfiorare il cielo,
distanti dal chiarore di stelle pallide e sbiadite:
occhi di cristallo di un dio impassibile e lontano.
Freme la tua sagoma minuta
Al flebile richiamo degli ulivi d'argento,
al sorriso di un sogno vestito di sposa,
di spighe e di rosa, di ginestra in fiore,
un sogno vissuto un giorno d'estate.
La tua mente si perde nel grigio torpore
di un sonno insaziato, ma la vita,
la vita risoluta palpita ancora
contro gli amari rintocchi delle ore,
che scandiscono il tuo tempo, sorella e compagna.
Si riversa nel mio affetto l'inquieta speme,
che nutre la paura, che muore e poi rivive
quando il buio della notte all'alba si consuma.
E per assurdo speriamo ancora
sotto lo sguardo tenero del giorno
dolcemente intinto di zefiro.
©
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L'autore
Enrica Renata Ferreccio
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