3- 09- 2008
Il giorno perde l’estate con vaporose foschie umide di pioggia. Oggi non ho ali ma piedi grevi come pietre su
Il giorno perde l’estate con vaporose foschie umide di pioggia. Oggi non ho ali ma piedi grevi come pietre su
Annegando in un giro immortale - vasto e senza luce - mi perdo - confuso tra voluttà setose - nel riflesso
Ancora ti scorgo nella notte - bella come un uomo il primo peccato – hai tanti nomi come il male e l’inferno arde su…
Amo come la morte questo paese le sue grinzose ossa infreddolite la moderna stazione solitaria. Una luna sopita -perifer…
Gemmerà qui la mia fine l’ultimo gioco di vita: anelando i venti! Un rosso crepuscolo striscia giochi d’ombre
Guarda, dint' a' sti vene ancore scorr' o' sanghe e chi patisce e magna collera! e chi o' veleno – allero cumpagno
Vorrei poter morire per una notte, in una notte trasfigurato, il mio corpo inconsistente; salpare, solcare l’infinito …
M’offrì un ciclico duetto ozioso - in un fiato -: un sorso… un altro… un sorso ancora… un altro… ancora…
Plumbei ricordi; stranamente il tuo tronco si curva e suda gocce pesanti. La fiammella stressata dal soffio è un
Angelo biondo il tuo sguardo ha la chiarezza del sangue - un riflesso di verità - respirerò tra i tuoi
Impreco, inseguendo espiazioni che m'inchiodino alla croce, per strada donne dalla pelle di pantera aspirano e tossiscon…
Annichilito dall'eccesso trascino i fardelli della mia stoltezza! Mi sciolgo mestamente come lunghi ceri votivi d'una
La nebbia infilzata nei rami su tappeti di foglie fradice minaccia all'orizzonte, uno spettro di nuvole
Trascurandomi sto in periferia - luogo sconsacrato- fumando illusioni come questa sigaretta che sento appena nei
Un lascivo capezzolo unto ancora profuma di saliva fugge impudico dal camice scollato. Dormi su erba di cuscini e fiori
Candidamente adagiai le ferite sul davanzale tinto dal tepore d’un raggio. Volsi lo sguardo - destreggiando come tra
È solo uno stormo di rondini ed un paese che m'ha costretto ad amarlo a prostituirmi - l'estate vaneggia come
Ti confondi come ladri tra le folle la tua carne ha odore di foresta - tu sei tante donne -. Somigli al vento, a questo
Ho pianto troppo a lungo la tua partenza per chiamarla malinconia la figura che manca a questa casa alle mie
Ho visto foglie cadere come pezzi d'anima lacerata nei sobborghi gente redenta dalla fame di un digiuno carni purificate
Forse avrò solo terra nelle tasche rattoppate e laverò il volto vissuto con sputi
Non scindermi! La pioggia ritocca l’erba - il fogliame del bosco serba rancori pedanti - calci di vento strattonano
Lieve brezza: un soffio di donna sul corpo... mi sfoglio in questo gemito di tempo calato in soavi frecce di vento! Al
Di notte quando le menti gracili di quest'umanità fiacca tacciono il mio riverbero - alba impoverita di
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