Calvario della terra
Cornacchie e corvi fissano, appollaiati e con sguardi torvi, paesaggi stuprati; in equilibrio su cavi percossi dal
Cornacchie e corvi fissano, appollaiati e con sguardi torvi, paesaggi stuprati; in equilibrio su cavi percossi dal
Ferito dalla faglia di rocce impetuose, s’erge sulla spoglia piana l’antico paese, ancora sottosopra, ancora
File di cipressi verdi e slanciati fissano i recessi ove i trapassati solcano l'eterno; taciti, attendono un altro
Il vicino temporale incombe sull’inerte paesino; sul viale, da finestre aperte, si affacciano volti illuminati dai
Legioni di occhi bassi, arrossati, bisbigliano rochi pensieri ingoiati dall’asfalto nero, vorace, mai pago: nessuno
Nel borgo antico ancora dormiente un uomo reca seco il suo vano nepente e come uno spettro inquieto egli
La fitta sopravanza nel petto, un sussulto attraversa coscienza e carne, un singulto emerge dall’animo: l’affanno ch…
Forme forgiate per accudire l’infelicità paion nate dalla volontà di far soffrire: nessun artefice di tal
Su roride membra d’un corpo virente, la chioma di piante si agita nell'ombra della sera, cullata dal tiepido
Si agitano le chiome nell’aria del tramonto mentre l’etra di rame, noncurante del vento, è una volta
Intaglio la quiete con una sgorbia d’inchiostro cupo; le parole, liberate dall’etereo ceppo di silenzi e
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