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Biografie e Diari 17 gennaio 2012 · lettura 6 min · 1426 letture

L'Arcobaleno

Pasqui 219 racconti pubblicati
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Non mi piaceva il colore del mondo quando ero piccolo, non mi piaceva perché vedevo tutto in bianco e nero. A volte qualche sfumatura di rosso si mescolava tra questi due colori, ma non era festa. Se mi chiedete il perché, nemmeno lo so. Forse, il vicolo dove sono nato," abitavo in un basso" o forse i panni stesi  con le canne di bambù da un balcone all'altro per farli asciugare, panni e lenzuola che sicuramente occupavano spazio e non permettevano alla luce del sole di penetrare nei miei occhi. La verità è che non conosco il perché e ancora non me lo spiego, ma riconosco certamente i sentimenti che provavo allora, anche perchè gli stessi mi appaiono dentro tutt'ora quando resto senza cibo "senza Amore".  Sentimenti sfumati, leggeri, a volte tristi a volte senza peso alcuno. Desideravo carezze e baci, si certamente desideravo ciò. Poi, crebbi, cominciai a provare amore, ed ecco, che improvvisamente nel mio cuore apparve  l'arcobaleno con tutti i suoi colori. In tutta sincerità vi dico, che mi aggrappai ai seni delle piccole mammine che stavano dentro il corpo delle donne.  Avevo in quel tempo tanta fame di affetto che avrei divorato mille cuori pulsanti, avevo bisogno di latte e soprattutto di essere riconosciuto dalla grossa tribù degli uomini. Desideravo affetto e carezze a tutti i costi. Ricordo del mio primo arcobaleno; avevo appena sette anni, quella mattina mia Madre mi accompagnò all'asilo come sempre, poi scappò via per andare a lavoro. Era una giornata di sole, io come da sempre avevo visto, vedevo ancora tutto in bianco e nero, in modo particolare quella mattina non c'erano sfumature. C'era una recita di Carnevale quel giorno a scuola, ed io vestito da  Arlecchino vi partecipavo, c'era molta confusione e tutti  erano avvolti da una coperta di eccitazione, la quale  emanava un forte calore  da far spavento, era molto pesante la coperta, le mie orecchie si tinsero di rosso. Giovanna, la bidella che ancora ricordo con affetto, mi teneva la mano, ero molto timido e lei molto buona nei miei riguardi, a volte ricordo che le gambe mi tremavano, allora mi facevo forza restando con le spalle al muro e non ricordo se ero io a sostenere il muro o viceversa. Ricordo che ci portarono nel cortile della scuola per la recita, i ragazzini tra urla e strilli cominciarono a recitare e a sfrenarsi, mentre dal cielo piovevano coriandoli.  Io purtroppo continuavo a vedere in bianco e nero, anche i coriandoli erano senza colore, cadevano dal cielo quasi grigi. Ma ecco, con mia sorpresa, improvvisamente apparire Colombina. Colombina era una ragazzina dai capelli lunghi e biondi, era un misto tra un Angelo e una bambina, non ricordo il suo nome, ma ricordo bene il suo volto, le sue gote rosse, le piccole labbra rosse e l'aria spavalda che mostrava a tutti. Sembrava una reginetta uscita da una piccola fiaba, con la veste bianca lunga, e un cestino al braccio con dentro due piccole colombe finte. Quando la vidi,  tutto improvvisamente si impregnò di colore; come per magia volarono le colombe dal cestino e nei miei occhi apparve la tavolozza con tutti i colori, che meraviglia... anche il cuore pulsava colori. Mi catapultai  di fretta nella mischia, salutai Colombina con voce tremante e la strinsi a me tenendola per la mano, il mio cuore trottò forte allora, scorazzò come un cavallo selvaggio in corsa verso la luce del sole. Lei, fortunatamente non rifiutò la mia mano sudata. Ero appena un ragazzino, avevo gambe snelle ed ero magrissimo, ma la reginetta  mi accettò, ah, dimenticavo, non avevo un dentino, si notava tanto. Scoprii, così' per la prima volta al mondo l'arcobaleno e i colori dell'amore, meraviglia delle meraviglie... Vidi in un solo attimo fiori, prati, l'azzurro del mare e il giallo possente del sole. Tutto improvvisamente si tatuò sulla pelle del mio piccolo cuore. Colombina rideva ed io cantavo... eravamo certamente una bella coppia, le maestre ci applaudirono. Da allora, come un marchio inciso nel D.N.A. della mia anima, solo quando provo il sentimento dell'amore riesco a vedere i colori, colori che mi rallegrano, colori che mi trasmettono serenità e pace, colori che mi fanno amare il mondo. Colori che purtroppo, in mancanza d'amore svaniscono del tutto e il tutto mi appare come le pellicola di una volta, quelle pellicole dai nudi colori che vanno dal grigio al bianco, senza nessun arcobaleno. 

 

Volevi l'amore.
Lo desideravi tanto.
Eccoti servito,
siediti al tavolo e mangia.
Non essere avido.
C'è una torta,
al centro della stessa,
ci sono fragole, ciliegie e stelle fatte di panna.
Mangia piano...
Il cameriere poi,
con guanti bianchi,
ti servirà pezzettini di cuore
bagnati nella cioccolata.
Sono una vera leccornia.
Gustali piano.
Sono per te persona speciale,
sono delizia d'amore.
Il pasto non è finito
ci sono anche tanti fiori.
Fiori al miele,
fiori al cocco,
fiori fatti con pasta di mandorle
riempiti di buoni sentimenti.
Non essere avido...
sai... dopo,
restano solo baci,
molti baci.
Baci e tanta pazienza.

 

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L'autore
Pasqui

La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver

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