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📚 Parte di una raccolta
Parte 2 della raccolta «Storie di Famiglia » di Carlo Fracassi (35 racconti) — Come eravamo
Biografie e Diari 17 ottobre 2010 · lettura 4 min · 1923 letture

Bruna del Luna Park

Carlo Fracassi 39 racconti pubblicati
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Erano già alcuni anni che d’estate il Luna Park s’insediava con le sue carovane sul campo Trieste. Dato che mia madre mi teneva sempre a stecchetti coi soldi, ogni anno offrivo i miei servigi rendendomi disponibile per fare la spesa o altre commissioni per le donne che accudivano quelle case viaggianti; generalmente mi recavo dal droghiere e dal macellaio per loro conto. In cambio ricevevo qualche soldo e biglietti per le varie attrazioni che consumavo insieme a Luisella, pronta in quelle occasioni a starmi vicino più del solito. Quell’anno arrivarono le carovane mentre stavo facendo la lotta con alcuni compagni di scuola. Avevo 13 anni, mi sentivo forte come un torello e crescevo a vista d’occhio, tant’è che i miei amici, pur coetanei soccombevano con le spalle a terra ad ogni incontro. Fu in quel momento che un ragazzino del luna Park mi venne incontro e mi disse: “Posso provare con te?”. Gli chiesi quanti anni avesse e accettai la sfida, anche se sapevo che quei ragazzi, sottoposti, per mestiere, a grandi fatiche avevano una forza titanica. Lui aveva un anno più di me, tutto nervi e muscoli ma io ero almeno dieci centimetri più alto di lui. Il primo che avrebbe toccato entrambe le spalle a terra, avrebbe perso. Tutta la sua famiglia si fermò a guardare incitandolo. I miei padrini erano tre compagni di scuola, Tony, Franco e Claudio, che speravano perdessi per ripagarsi delle loro sconfitte. Ce la misi tutta ma lui mi sgusciava sempre via dalle mani e non riuscivo ad immobilizzarlo. Io dal mio canto quando cadevo a terra ero subito pronto a rialzarmi e Dario era tanto leggero che nemmeno lui riusciva a bloccare i miei divincolamenti. Dopo una buona mezz’ora di lotta furibonda, fu uno dei suoi fratelli maggiori a fermarci e disse che avevamo fatto pari. Ci stringemmo la mano e diventammo subito amici. Mi presentò i suoi genitori ed i fratelli. Erano nove coppie di gemelli, quattro coppie di maschi e quattro coppie di femmine, solo Dario e Bruna erano gemelli di sesso opposto, coi genitori erano dunque venti.

 

Il Luna Park era gestito da non più di due o tre famiglie tutte imparentate fra loro ed ognuno dei fratelli collaborava presso le diverse attrazioni: le femmine erano al tiro a segno, ai pesci rossi o cassiere alle varie attrazioni, i maschi adibiti alla ruota panoramica, la casa stregata, la pista veloce, l’autoscontro, ecc. Dato che il parco apriva alle 18, fino a quell’ora stavo sempre con loro in spiaggia o al porto canale, dove Dario si esibiva in tuffi acrobatici veramente spettacolari.

 

Fra me di carnagione chiara e Bruna, una morettina dagli occhi neri come la pece, nacque subito una fortissima simpatia, coi suoi 14 anni era già ben cresciuta nei punti giusti e mi piaceva moltissimo. Ricordo che Erto, ottenuto campo libero con Luisella, intagliò sulla corteccia di un pino un’insenatura dove inserire un biglietto con i loro nomi ed anch’io lo imitai inserendo il mio nome con quello di Bruna. Ci appartavamo dai fratelli e non vi era giorno che non fossimo mano nella mano. Fra noi due non ci fu mai più di uno sfiorar di labbra e di carezze ma quell’estate per me fu veramente unica e indimenticabile. Quando il Luna Park apriva lei e una sorella maggiore aiutavano la mamma allo stand dei pesci rossi, io m’attardavo il più possibile stando vicino a lei e a Dario che aveva il compito di ordinare le macchinine autoscontro. Poi nella serata subentrava un’altra sorella e noi allora andavamo a passeggiare al chiaro di luna sulla spiaggia, mano nella mano, le nostre bocche non parlavano ma le nostre mani si stringevano sempre più forte. Alla vigilia della partenza ci abbracciammo giurandoci eterno amore. Le chiesi l’indirizzo per stare in contatto e scriverle una cartolina. Bruna mi disse che andavano a Viareggio e che si sarebbero fermati là anche per l’inverno, poi sarebbero tornati forse a Rimini, chissà? Le scrissi ma non ebbi mai risposta, né quel Luna Park tornò più a Rimini.

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«Tratto da "Storie di famiglia" d'imminente pubblicazione.»

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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ricordi d' adolescenza tenero molto molto bello ! (Giovanna De Santis)

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