Una vita normale
La sveglia trillò e Armando uscì dal suo tranquillo sonno. Improvvisamente si ricordò che era il suo compleanno, il sessantesimo. Si sentiva ancora giovane e pieno di aspettative ed anche realizzato. Non aveva rimpianti. Aveva una brava moglie innamorata e fedele e due figli stupendi, una femmina e un maschio. Gli mancavano adesso dei nipoti per sentirsi pienamente realizzato. A parte la perdita dei genitori non aveva subito situazioni dolorose oltre a qualche affanno. Si augurava che anche i suoi figli avessero una vita felice e pienamente realizzata. Sua moglie Irene si era già alzata e stava preparando la colazione che poi gli portò a letto. Gli fece gli auguri e lo baciò dolcemente e poi con passione e lui rispose con trasporto. Fecero l'amore con piena soddisfazione di entrambi. La loro vita sessuale era ancora perfetta nonostante il passare degli anni. Si recò in ufficio come aveva sempre fatto per 30 anni subito dopo la laurea in ingegneria. Era preoccupato invece per il futuro dei figli. La figlia si era laureata in lingue straniere e il figlio aveva studiato ragioneria. Entrambi erano disoccupati. Dopo aver dato diversi concorsi senza ottenere risultati la figlia si era arruolata nell'esercito con disappunto dei genitori che avrebbero preferito un impiego da insegnante o da interprete e temevano poi che la inviassero sul fronte di guerra. Il maschio continuava a restare disoccupato. Per fortuna aveva un ottimo stipendio, una bella casa e nessun mutuo da pagare e poteva ancora permettersi di mantenere la sua famiglia senza problemi. Si rendeva conto di essere fortunato a non avere problemi sentimentali ed economici. Ma la sua sorte stava per cambiare. Non aveva mai fatto caso che il figlio fequentasse solo maschi e non avesse mai portato ragazze in casa e che non si interessasse a quelle cose che in genere piacciono ai maschi. Nulla nel suo portamento lasciava supporre che qualcosa non andasse dal punto di vista della sua sessualità. Soltanto la sorella aveva qualche sospetto ma non ne parlò mai con nessuno. Passò qualche giorno e rientrando dal lavoro trovò sua moglie in lacrime con un biglietto in mano. Era del figlio. "Cari genitori, non sono il figlio che meritate non posso più nascondere il mio segreto. Sono omosessuale e sono andato a vivere dal mio compagno. Se non vorrete più avere rapporti con me vi posso capire. Mi dispiace tanto per voi ma questa è la mia vera identità." Armando rimase impietrito per lo stupore e poi subentrò delusione e dolore. Si chiese dove avesse sbagliato con suo figlio ma non pensava di aver commesso errori. Non riusciva ad accettare la scelta di suo figlio e non volle più vederlo. Una notte squillò il telefono. Un incidente in cui erano rimasti coinvolti suo figlio ed il compagno. Un gruppo di omofobi armati di manganelli avevano fatto irruzione in un locale gay e avevano pestato clienti e sfasciato il locale. Entrambi erano finiti in ospedale e riversavano in gravi condizioni. Armando e Irene si recarono subito in ospedale. Nonostante tutto era il loro figlio e non volevano perderlo. Dopo alcuni giorni di coma i due compagni si ripresero ma avevano bisogno di essere assistiti. Il figlio rifiutò di andare dai genitori senza il suo compagno e alla fine Armando e Irene accolsero in casa anche lui e con il tempo impararono a volergli bene e misero da parte i loro pregiudizi e la loro delusione L'amore per un figlio viene prima di qualsiasi cosa e deve sempre vincere.
Sono una umile donna di 55 anni che ama scrivere poesie semplici ed essenziali. Amo anche la prosa, la Musica, il Teatro, la Pittura. L'arte mi attrae e mi appassiona per la sua capacità di espressione e trasmissione di sentimenti e sensazioni. Ho un blog: www.tristezzainfinita.blogspot.com
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