Insieme oltre la morte
Luisa osservava con trepidazione le acque tumultuose del fiume in piena dopo le violente perturbazioni temporalesce degli ultimi giorni trascorsi. Anche la sua anima era in tumulto e si sentiva molto fragile e scoraggiata. Non aveva più sogni e anche le ultime illusioni erano svanite e non riusciva più a dare un senso al suo esistere. La sua vita era stata fin dall'inizio difficile e piena di delusioni e la sua anima sensibile ne aveva sofferto profondamente. Rimasta presto orfana di madre e di padre fu messa in un orfanotrofio dove visse un'infanzia terribile a causa del regime di severità che le suore imponevano ai poveri orfanelli. Quando compì 18 anni uscì dal collegio e trovò un lavoro ma si sentiva sperduta nella vita mondana così diversa da quella austera dell'orfanotrofio. Non era preparata agli inganni e ai tranelli dell'esistenza. Incontrò un ragazzo di cui si innamorò perdutamente senza sapere che egli aveva una moglie e due figli. Rimase incinta e fu colta da disperazione quando lui le confessò di non poter riconoscere il bimbo e le chiese di abortire. Luisa aveva avuto una educazione religiosa e l'aborto per lei era una abominio. Decise di tenere il bimbo. Nacque una bimba bella e sana e Luisa la amò subito profondamente pur sapendo che l'esistenza sarebbe stata difficile per lei e la sua creatura. Erano ancora tempi difficili per le ragazze madri in quel paese di tetra provincia e sia lei che la bimba erano vittime di pregiudizi, pettegolezzi e cattiverie. Alla fine furono costrette ad andare a vivere in città, dove passavano quasi inosservate. La bimba che si chiamava Cristina soffriva per il fatto di non avere un padre. Quando vedeva i compagni di scuola andare via con entrambi i genitori le si stringeva il cuore per la disperazione. Capiva tutti i sacrifici che sua madre aveva fatto e stava facendo per lei e la amava ancora di più per questo. Compiuti 18 anni Cristina conobbe un ragazzo che le fece perdere la testa. Un amore sfortunato perchè Gabriele era un tossicodipendente che infine la trascinò nel tunnel della droga che dopo pochi mesi la condusse a morte per overdose in una panchina della stazione. Alla drammatica fine della sua creatura seppellita alcune ore prima Luisa pensava osservando il fiume. Non poteva vivere senza quella figlia che tanto aveva amato e che non era riuscita a proteggere e a salvare. Si sporse lungo il parapetto del ponte e si lasciò cadere. La trovarono il giorno dopo ormai cadavere.
Sono una umile donna di 55 anni che ama scrivere poesie semplici ed essenziali. Amo anche la prosa, la Musica, il Teatro, la Pittura. L'arte mi attrae e mi appassiona per la sua capacità di espressione e trasmissione di sentimenti e sensazioni. Ho un blog: www.tristezzainfinita.blogspot.com
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