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Fantasy 23 novembre 2012 · lettura 3 min · 2516 letture

Il pettirosso e le rose rosse

Cuccu Anna Maria 53 racconti pubblicati
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C'era una volta in un antico regno una fanciulla che viveva reclusa nel suo castello a causa della malvagità della sua matrigna che alla morte del re suo consorte assunse il potere vessando i suoi sudditi con inique tasse e riducendoli in miseria. Rosanna, fanciulla sensibile e di buon cuore, sentendosi impotente piangeva accoratamente per la morte del padre e per l' amara sorte dei suoi popolani. Soltanto il canto di un pettirosso confortava il suo turbato animo. Egli cantava appassionatamente tutti i giorni per allietare la fanciulla intenerito dal suo dolore dopo averla vista piangere dalla finestra della sua torre nella quale la matrigna la aveva relegata. Un giorno però la perfida regina decise di far tagliare tutti gli alberi del parco perchè al suo cuore impietrito perfino il canto degli uccelli risultava odioso e fece lasciare solo le rose bianche e quelle rosa. Ora il pettirosso doveva innalzare il suo canto da quelle rose stando attento alle spine che potevano trafiggerlo. Il suo canto divenne sempre più armonioso e accorato e la fanciulla traeva sollievo dal suo dolore. Un giorno però il povero augello per la forza che mise nel suo canto appassionato scivolò su una spina acuminata che si conficcò nel suo cuore e macchiò del rosso del suo sangue una rosa che diventò bellissima. La prima rosa rossa.Pur trafitto a morte continuò a cantare con una intensità e una leggiadria che mai pettirosso riuscì ad uguagliare fino a quando le ultime gogge del suo sangue scarlatto inondarono le rimanenti rose ed egli cadde al suolo ormai privo di vita. Da allora quelle rose crebbero sempre rosse a onorare la memoria di tanta dedizione che spesso gli esseri umani non sanno dimostrare. Non sentendo più il canto del pettirosso Rosanna si avvicinò alla finestra e vide le rose rosse e il corpicino esangue e se ne dispiacque assai. Un giovane principe recandosi al castello vide anche egli le rose e il povero cadaverino e sentendo giungere un addolorato pianto vide infine la fanciulla che si struggeva per il dolore. Sì avvicinò alla torre e parlò con essa venendo così a conoscenza della sua storia. Il principe che rimase colpito dalla bellezza interiore ed esteriore della giovane donna tornò al suo regno, prese il suo esercito e sconfisse la malvagia matrigna. Rosanna finalmente libera ora poteva regnare sul suo popolo liberato e presto il suo regno si sarebbe unito a quello del suo principe per via del loro matrimonio. Quelle rose rosse divennero il simbolo del loro amore e in seguito di tutti gli innamorati. L' emblema del regno diventò un pettirosso e una rosa rossa. 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Cuccu Anna Maria

Sono una umile donna di 55 anni che ama scrivere poesie semplici ed essenziali. Amo anche la prosa, la Musica, il Teatro, la Pittura. L'arte mi attrae e mi appassiona per la sua capacità di espressione e trasmissione di sentimenti e sensazioni. Ho un blog: www.tristezzainfinita.blogspot.com

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