Popoli è il mio paese
Popoli è il paese dove sono solo nato, avevo pochi giorni quando sono andato a vivere a Pescara e di Popoli ho solo ricordi di quando ci andavo in vacanza.
Alle volte con mamma s'andava quando erano finiti i soldi visto che s'aveva uno stipendio solo e mio padre era persona onesta e non si piegò mai ad intascar prebende.
Mio nonno Orazio aveva una tabaccheria alla discesa e io spesso gli davao una mano, tra pacchi di sale "paccuto" e sigarette sciolte.
Non c'erano gratta e vinci o altri giochi maledetti, solo sigarette e caramelle, ah no anche cartoline, un contenitore girevole che mi affascinava.
Dietro il bancone c'era il cassetto con i soldi e i francobolli, le dieci lire, le cinquanta insomma in ogni piccoli quadratino i soldi.
Prima abitava in un vicolo, dove io sono nato e di cui non ricordo il nome.
Una casa vecchia con il bancone e il gambinetto sul lato mentre davanti c'era un balconcino dove ne combinai una delle mie.
Riuscii infatti a incastrare la testa tra le sbarre curve di ferro e rimasi li, con i vigili del fuoco che vennero a liberarmi.
Ne combinavo una ogni tanto, eppure ero timido e riservato.
Poi nonno si trasferì pochi metri oltre, lungo il corso, non lontano dalla tabaccheria c'era giusto il forno di Laurine e la macelleria di Santacroce a separare casa da bottega.
Molti mie racconti hanno qualcosa di Popoli, anche se non la cito, anche se non ci ho studiato, qualcosa di quel Paese mi è rimasto, l'odore dell'aria, strano ma la sento.
Dove ora c'è il comune un tempo c'era la caserma dei carabinieri e io scendevo e salivo quella strana strada doppia di ciotoli di pietra.
Chi sa come mai, ora mi torna in mente il mio Paese, forse sto diventando davvero vecchio e vorrei cambiare la mia vita passata, come accade ai vecchi.
Mio nonno non ha mai avuto una casa di proprietà nonostante la tabaccheria e nemmeno io, strano forse era destino Nonno Orazio, ovunque tu sia ora, ciao.
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
che bella... (You Don’t Know Me)
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