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Fantascienza 27 dicembre 2013 · lettura 4 min · 2125 letture

I dubbi di Arianna

Hariseldom 75 racconti pubblicati
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Era particolarmente nervosa Arianna quella sera, il suo lavoro al ministero della Rete la stressava molto, le dava le sue soddisfazioni, ma ogni sera tornava a casa più tardi.
Oggi poi aveva scovato un altro disinformatore, un ex giornalista dell'Unità che scriveva con uno pseudonimo su facebook, bloccarlo non era stato facile, si faceva chiamare Robespierre il bastardo, ma prima o poi avrebbero anche beccato dove si nascondeva.
La cosa la mandava in bestia, questi viscidi vermi servi dei partiti non volevano rassegnarsi al nuovo ordine, dire che ora c'era la piena occupazione e di certo nessuno rubava più e questi al posto di essere riconoscenti parlavano ancora di euro ed Europa, bastardi.
Aveva appuntamento con Tiziana al pub, sperando che non la facesse ancora aspettare come l'ultima volta.
La pattuglia dei forconi la fermò vicino al benzinaio, quei bravi ragazzi davano una grossa mano al movimento, avevano fermato anche due terroristi vicino al parlamento e li avevano portati subito in galera.
Come era più bella la città ora senza tutti quegli extracomunitari prima in giro per strada.
Mostrò alla pattuglia i documenti e il capitano le fece l'occhiolino.
- tutto bene ragazzi?-
- certo dottoressa, abbiamo appena sequestrato un carico di caffè a un contrabbandiere di Ancona, anzi se possiamo permetterci di darle un pacchetto?.-
Caffè? Da quanto non beveva un caffè vero? Per un attimo stava per accettare poi il dovere le fece cambiare tono.
- capitano mi meraviglio di lei, il carico deve subito essere consegnato al ministero per la distribuzione delle derrate alimentari.-
Andò via quasi sgommando, poi tornò a miti consigli, la benzina non si trovava più molto facilmente ed era una fortuna per lei lavorare al ministero, sua sorella ormai aveva lasciato la macchina da un pezzo.
Accese la radio, la musica di Fiorella Mannoia a palla, quanto le piaceva quella cantante, anche Grillo la adorava, mentre molti cantanti ostili con le loro canzoni di protesta erano stati censurati.
Ora si che si poteva ascoltare la radio e la televisione, sino a qualche anno prima vi erano solo informazioni distorte dalle banche e dagli ebrei.
La fila fuori la posta era già iniziata, erano le 20 di sera, ma questi pensionati straccioni già si erano messi in fila, mai contenti questi parassiti del sistema.
Un tale gli aveva detto che con la pensione in lire non riusciva che a vivere una settimana, ingordi, ma cosa pretendevano questi, non avevano forse dato a tutti il reddito di cittadinanza?
Presto, presto la lira sarebbe risalita e allora tutti sarebbe stati bene.
Passò oltre la statua di Casaleggio che leggeva un proclama e parcheggiò fuori del locale.
Come era più facile ora parcheggiare, mentre prima non trovavi mai un posto per la macchina ora potevi scegliere dove posteggiare senza problemi.
Le luci del pub si spensero di colpo, ancora un guasto all'energia elettrica, anche questa era una manovra dei comunisti per sabotare l'ordine costituito, bastardi, erano troppo buoni con loro.
Tiziana era fuori, truccata ed elegante come sempre.
- Arianna ci tocca aspettare, mi sa che per ora l'elettricità non torna.-
- Tiziana bella come stai, se vuoi andiamo a casa mia a mangiare qualcosa, al nostro palazzo non manca mai l'elettricità.-
- Guarda quei ragazzi Arianna.-
Poco lontano, due ragazzini sui 16 anni stavano imbrattando un muro.
“ viva la resistenza”.
Arianna provò a chiamare con il cellulare la milizia, ma da un po' di tempo anche i cellulari non funzionavano.
Allora si misero a correre dietro ai ragazzini, saltando un morto di fame disteso per terra, che gente, morire così per strada.
Corsero sino al fiume, ma poi si fermarono.
Era buio in quel tratto di strada e non era consigliabile per due ragazze continuare.
I due ragazzi stavano ridendo, come matti, una era una donna, una bella ragazza dai capelli lunghi e biondi, ora che si era tolto il cappello i capelli li aveva sciolti.
Arianna rimase senza respiro.
Tiziana non riuscì a stare zitta.
- ma è Roberta, tua figlia Arianna.-

 

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Commenti (1)

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Paolo Gugnoni30 dicembre 2013

Spiazzante e molto attuale. Uno sguardo al futuro che potrebbe diventare presente in brevissimo tempo.