E succede una mattina per caso
La vita ogni tanto ci riporta alla realtà, lontano dai luoghi comuni da tutte le balle che senti in giro e ti viene da ridere.
Succede che accompagni un figlio di 21 anni e sei convinto che sia ancora il ragazzino che al liceo studiava sempre poco, ma che se la cavava per il suo cervello come l'altro.
Succede che per te è sempre quel bambino a cui raccontavi le favole con i pupazzi e non capisci che è un uomo.
Succede che vuoi sentire il telegiornale che sta parlando di gruppi kaidisti che stanno facendo qualcosa non sai dove.
Succede che tuo figlio cambi stazione e che ascolti una musica rock e ti sembra che non sia informato e gli dici che vuoi sentire il telegiornale e fai un errore, gli chiedi se lui sa chi sono i kaidisti visto che tratta le notizie con sufficienza e quello, quel disgraziato ti spiega per filo e per segno chi sono, che ti po di società hanno e quali costumi sessuali hanno le loro tribù.
Perché se hai un figlio che prende tutti trenta e lode in antropologia un motivo ci sarà pure.
E capisci solo una parte di quello che dice e di come lo dice, sorridi e non parli ma guidi e ti senti importante, come non ti sentivi da un pezzo.
E capisci che la vita ti ha dato due ragazzi un sociologo e un antropologo che capiscono questa società meglio di te e saranno loro a cambiarla e ridi, ridi perché quella cretina ti ha detto che votavi PD perché volevi sistemare i tuoi figli.
Non capisce che tu hai due figli che si sistemeranno da soli perché non gli hai dato i soldi, non gli hai dato una casa, nemmeno una raccomandazione per un posto di lavoro, ma gli hai insegnato a giocare e inventare storie, gli hai insegnato la creatività, gli hai insegnato a sognare e loro ora sanno volare dove gli altri sanno solo camminare a testa bassa nella strada che altri gli fanno percorrere.
Si sono forti i miei ragazzi.
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bella riflessione. Profonda e illuminante. (Paolo Gugnoni)
veramente piaciuta... (Raffaella Picotti)
Commenti (0)
Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!
