Ultimo giorno dell'anno
Viola si prepara a incontrare se stessa, una donna estranea, sempre indaffarata dovendosi occupare di tutto, sempre madre mai figlia. Circondata da cose accumulate negli anni, soprattutto libri, non si contano tanto sono numerosi, con la consapevolezza che non potrà più leggerli tutti . Che imbarazzo fare conoscenza con una donna che si avvia a porre i suoi ricordi in valigia. Il giorno inizia con un gesto che la rende felice, ha inviato, in qualità di befana, due libri tra i più preziosi che possedeva, non i vendita, riguardano la storia e l’ ambiente della sua splendida Isola, La Sardegna, come avesse voluto mandare in vacanza al di là dal mare un bene prezioso. Stasera, di fronte alla sua vita senza rumori , le pareti racchiudono il suo corpo, nulla sembra le appartenenga.
Pensa al tempo trascorso con i figli con l’ uomo vissuto con lei per 45 anni, la ridicolaggine di fare cose, che si dovrebbero ripetere per un intero anno. C’è qualche foto, non resta quasi nulla che valga la pena di far sfilare nella mente, solo il vuoto del tempo sprecato con le cose CHE avrebbe voluto realizzare. Perché pensare al tempo trascorso ? Non si può tornare indietro. I suoi desideri semplici, una famiglia numerosa, onesta, colta, serena, realizzata con amore, potrebbe ritenersi soddisfatta. Non riesce a trovare la donna, il suo sorriso, quello vero, le cose mai avute, le scelte non fate. Una lucina verde si spegne, comunica che la speranza di ricevere un l'augurio gradito, non arriverà mai. Resta la ragazza spaurita persa nei suoi sogni in compagnia della pianta di rose che osserva muta e assorbe i gesti di Viola che trasferisce nel colore dei suoi petali, il profumo che rispecchia i suoi desideri di una vita, alla fine.
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bel racconto, intimo e con un finale perfetto. (Paolo Gugnoni)
Mi e' piaciuto.. (Annamaria Gennaioli)
Commenti (2)
Mi sembra poco scorrevole, l'ho letto più volte, ma ancora non sono riuscito a capire con chi deve incontrarsi Viola, la morte?, la solitudine?. <br/> L'eccessivo uso della virgola, dei puntini di sospensione rallentano troppo il ritmo del racconto; questo fa sì che il lettore perda quella tensione necessaria molto utile affinché ci legga fino alla fine.
Vero, incontrarsi è necessario, passare una vita solo di doveri, e Viola? è arrivato il momento di agire, per aprire le ali e sognare, almeno quello sarà possibile, poi volare anche per davvero...

