_ 04/03/2000 - Narcisocontrotutti
Occhi maledetti del giovane assetato di vita. Quanti codini e scodinzolii vedo intorno al trono prorompente della burocrazia borghesuccia. Occorre tutto in questo mondo, dal minimo sguardo si costruisce l'impero. Tutti a credersi Dio nell'irrompere di inappellabili ovvietà che sconvolgono l'essere umano. Tutti sono buoni, la notte, nel letto rivolti all'insù. Al richiamo della morte tutti rispondono presenti, è l'unica facoltà innata all'essere umano che tanto si dispaccia alla ricerca dell'immortalità per poi deprimersi di fronte alla sua esile figura, che si sfigura, degna d'un Dorian Gray di periferia. Quanti pusillanimi millantano meriti mai riconosciuti e navigano in un oceano di apparenze e perplessità, se solo il signor Iddio fosse un poco più selettivo. Quanto il mondo ne gioverebbe? ma si rischia sempre ed imprescindibilmente di cadere nella falsa modestia… Questa brutta bestia ammattisce gli animi gloriosi che furono tali nell'oceano del loro intelletto. Ora il lento brunire della sempre presente primavera ristora animi ormai sconfitti, l'inverno è intransigente verso costoro, tanto che quando l'immensa divinità dell'esteriorità fallisce, arriva sempre lei a sentenziare per gli animi peccaminosi che popolano il nostro povero pianeta, stremato come una donna di facili costumi, pronta alla pensione. Tutto è atrocemente sincero quando ci si rende conto del fluire del proprio pensiero vivo, attivo, vero ed incontrovertibile. Questo è ciò che vado seguendo nell'incerto mio peregrinare lungo il corso d'un fiume, problematico nel suo enigma di correnti, cascate e lievi nascondeimenti. Così l'animo umano, tanto pronto alla beltà dell'essere tanto attratto dal suo esser becero nell'attimo della convenienza. Quanti bei corpicini ingrassati vedo nei governatori del mondo. Solo schiavi di schiavi, mentre chi si è davvero salvato non perde tempo nel condividere le proprie leggi con chi non è meritevole. Sorridente e perso nel mezzo di cammin di nostra vita mi ritrovo! rimprovero il vecchio di non capire l'attualità, lo invidio nell'aver avuto la forza di vivere nella giungla dei fraintendimenti ma mi rincuoro nel veder il mondo andar allo scatafascio. Tanto è tutto pressoché inutile, e la verità si mescola alla vanità, e solo il cuor sincero è capace di cogliere il vero suggerimento del Dio onnipotente non curante. Voi povere percorelle aborrate la verità, perché vi brucerebbe in un sol fiato. Io la divoro ogni giorno e gli son grato. I miei occhi han sempre colto la verità sotto la vostra ipocrita cipria di nefandezze. Ringrazio Dio di non avermi fatto tale e quale a lui. Sarei stato un tiranno… inconsapevolmente!
Narciso Soares
Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I
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