30/07/2001 - orizzonti à pois
al confine del sogno, una distesa di lineette che si dispiegano tutte attorcigliandosi lungo un foglio di carta ingiallita dal tempo, lento, inusitatamente tiranno e guastatore di quegli stessi confini che furono tanto fondamentali per la sanità mentale d'innumerevoli individui… Individui che hanno sovrastato altri individui, che hanno sovrastato altri individui, mentre i panorami alle loro spalle sempre a contorcersi, ripetersi, deformarsi, contorcersi, ripetersi, deformarsi.. i confini e l'esser "netti" in questo mondo è ciò che rende l'uomo uomo, questi confini all'apogeo del sogno carnificato, all'abisso di pollici fagocitanti potere, alle dita di tutti i figli che immaginano il termine indicando con il loro ditino. E i tuoi occhi scrutanti, su giù, roteanti, e qua e là, e chiusi. Punto. Stop. Cosa avrete mai da guazzabugliare infingardi tra materie grigie, foglie, piogge, spiagge bianche, tramonti color d'inferno e nuvolotti soffici, brutali squarci scarnificanti, pastori pecorelle e ancora attori, autori, libri ed intelligenze che non hanno letto un rigo, mai. E allora cos'intendete quando volgete i vostri bulbi schizo- frenicamente qui e lì, su e giù, e cercate… Scavando tra le meningi di un corpo indicibilmente infinito scendete per poi risalire, volate! Volate, alto, senza che nessuno possa mai fermarvi ma poi ancora le colonne d'Ercole, l'ali d'Icaro, la cara vecchia signora tutta agghindata alla perfezione. Il dito di un bimbo ha il suo peso specifico, la sua superficie si calcola in centimetri e il colore…? Beh, il colore è un tutt'altro dire, un'ardire direi, perché la massima illusione, oltre alla vita stessa, s'intende, risiede nelle sfumature cromatiche e tra le lenzuola dell'iride. Orgiasticamente è ordinato l'ordinamento e così il tutto- tantigibile che coccola e terrorizza. Terrificante la visione della soglia che suole arrendersi, perché nello scandire il proprio moto nelle ore cruciali del giorno sempre in atto, ancora e ancora, un'atroce guerra par ridestarsi! Quando il sole ammazza la luna e la luna avvelena il sole è proprio il ciclo degli alberi a rispecchiarcisi!! e perché non l'uman discernimento? quando si supera la soglia, e non ci si rende conto che il tutto terrorificamente si ritorce contro il paradiso tanto sudato, così necessario a controbattere le barbarie che i sensi non riescono a metabolizzare… eppure riesco quasi ancora a ricordare quei docili istanti, quando il mondo era colori e chiaro- scuri e facce roteanti, insignificanti… i "grandi"! In quell'istante ritrovo custodita la chiave dello scrigno degli enigmi. Perché il tramonto dell'innocenza confluisce inesorabilmente al crollo tragico e repentino della lucentezza chiarificatrice! quello che vado così dannatamente inseguendo è il veleno che lentamente atrofizza le mie fattezze… e il tramonto non può non impossessarsi dei ragionamenti, e il piccolo ditino che ancora oggi indica quel gioco lucente, oscuro, colorato, à pois.. ancora quel ditino scorgo!
e chiamatemi stolto
se indicando la luna
osservo il dito.
Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I
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