17/02/2001 - Giordano Bruno
Alle volte ripenso a Giordano Bruno, penso al destino del piccolo filosofo nolano che, così atroce, mi fa quasi sorridere al giorno d'oggi. Una statua a Campo de' Fiori, e nulla più.
Tralasciando l'enorme eredità filosofica, rifletto e vedo che almeno lui ha potuto girare tra le maggiori corti e università europee prima di essere arso sul rogo dagli inquisitori romani e da papa Clemente VII.
Oggi, caro Giordano, le tue rivoluzionarie intuizioni passerebbero inosservate… perché non c'è più via d'uscita da questo vortice di oblii.
Forse che tu sia stato arso sul rogo, paradossalmente, è stata la tua fortuna.
Noi, ridotti a numeri, possiamo gridare, bestemmiare, ingiuriare, infangare, calunniare… ma nessuno ascolta più, perché tutti troppo intenti a leccare le proprie ferite e troppo convinti che un domani potrà essere più giusto!
Tutto è un eccesso di fiducia oggi e, in primis, è l'eccesso di fiducia che riponiamo noi verso noi stessi lo scoglio maggiore.
Non credo di sapere tanto più di quello che Tu intuisti e non credo di essermi evoluto poi così tanto in questi 401 anni di vita.
Poche cose so davvero, e una di queste è che adoro il sapore della pioggia.
Au revoir
N. S
Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I
Commenti (1)
LA storia ha martirizzato tanti liberi pensatori che si sono, poi, rilevati la pietra angolare del pensiero futuro. Conobbi questo pensatore leggendo della sua concezione dell'infinito e delle due nature o manifestazioni di Dio che possono essere considerate un tutt'uno, Dio ed Infinito. <br/> Forse, il resto dell'umanità non raggiunge tali pensieri di un tale pensatore, ma il loro pensiero è come un seme piantato in un terreno che gli umani normali possono almeno calpestare.

