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Biografie e Diari 19 aprile 2014 · lettura 3 min · 1183 letture

Presunti mariti, quasi gemelli, caratteristiche: morbidi come la panna

Annamaria Cherchi 57 racconti pubblicati
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Mi tornavano  mente le canzoni che cantavo da giovane su Roma, le serenate romantiche, il fascino   notturno che aiutavano a sognare una capitale dove ricchi e poveri  avevano uno spazio. Roma oggi   era triste, come i passanti  frettolosi  che accompagnavano un vecchio,  o l’ uomo sdraiato per   terra sui cartoni che fumava  carta arrotolata, eppure ero in via Nazionale, non in periferia …

Tornata in albergo a quattro stelle il Mondial con tutti i benefici possibili, dopo una doccia, mi sono sdraiata per dare conforto alle povere gambe, che salendo in treno, avevano   battuto in un gradino altissimo, ero in compagnia di Noemi, splendida amica,   allegrissima, parlando, si capiva che nonostante il suo benessere, le mancava qualcosa. Ci accumunavano: DUE PRESUNTI  MARITI QUASI GEMELLI, PREGGIO COMUNE, “ MORBIDEZZA DI PANNA”! In realtà non erano certo l’ ideale come  compagni, trovavano sempre una  scusa mascherata di finta attenzione, per non fare quello che in genere si fa in un rapporto di copia, usavano persino gli stessi termini: sei una foglia persistente che nessun vento   porterà via,   dove eri? Perché non ci siamo incontrati prima! ecc..ecc. Erano riusciti a trasformato due dilettanti allo sbaraglio, in   due atrici che  avrebbero suscitato l’ invidia di Greta Garbo, i presunti mariti, non sarebbero riusciti a fare qualcosa neanche se fossero stati di fronte al traforo del Gran Sasso, con la faccia tosta di chiederti: cara, ti piace?  Eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee,   certo e giù  I sospiri!!! Giusto per avvitare di mollare un calcione e buttarlo giù dal letto. Chiesi a Noemi: perché parli ancora con lui? Disse, ci sono momenti che non so cosa fare, allora lo chiamo, faccio una chiacchierata, e m’ addormento, era un rapporto basato sulla noia. Entrambi affette, sicuramente, dalla sindrome di un   mammismo acuto, stanchissime a furia di ridere delle nostre avventure,   abbiamo convenuto che non si può trasformare un cretino, tanto più se convinto di essere un don Giovanni, neanche se al posto del talco usasse un unguento mummificante. 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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