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Amore 29 maggio 2014 · lettura 8 min · 1022 letture

La leggiadria degli anta

Francesco Andrea Maiello 234 racconti pubblicati
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Il 1° giugno è il genetliaco di mia madre (mi ha generato/afflato vitale) e della mia musa (mi ha rigenerato/rinascita spirituale). Dal momento che si festeggia San Giustino, primo apologista cristiano e patrono dei filosofi, ecco alcune mie considerazioni:

 

 

 

-Le coordinate umane... lo spazio è la grandezza della materia (corpo), del finito (res extensa) mentre il tempo è la lunghezza del pensiero (anima), dell'infinito (res cogitans)

 

 

 

-In tema di pesi e misure, età e compleanni... lo spazio è il vuoto (la misura) della materia, il tempo è l'età della materia mentre lo spirito è sempre giovane e non ha età!

 

 

-L'uomo... per il corpo/sostanza (forma della materia) è espressione del finito e quindi mortale, mentre per l'anima/essenza (fantasma della materia) è espressione dell'infinito e quindi immortale....

 

 

 

 

La leggiadria degli anta

 

In giovinezza

fu vera bellezza,

con la maturità

fu mera dolcezza

ed or con gli anta

la saggezza sarà tanta.

Seppur non santa, però,

resti un pezzo da novanta

sol per batteri e virus

ma non per me che te le canto.

Dopo avances versificate,

o mia Musa attempata,

non ci sarà attentato

alla tua leggiadria

se mi concedi infin

un rapporto ravvicinato

al fin di decantar

la tua consolidata classe

con recidive scritture

sempre più stantie

da declamar a poesie.

Intanto oggi

in piena maturità

tu compi gli anta,

mentre io,

in piena vetustà,

divento nonno

e così se la materia

ci irride e ci contrasta,

di contro lo spirito

ci sorride e ci sovrasta.

Buon compleanno,

mia dolce Musa,

il peso degli anni,

oberato dagli anta,

è nell'umano destino

ma non tange il divino.

 

 

 

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Francesco Andrea Maiello

Sono un medico di famiglia, scrittore di morale che considera l’anima una triplice coscienza: vigile, consapevole e morale. Più chiaramente l’anima è certezza di esistere (cogito ergo sum – CARTESIO), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò – Maiello da PLATONE) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi

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