Ricordi
Laggiù tra le savane, con Ashanti a volte siamo stati giorni e giorni senza fumare, e lui che era un fumatore strano, sembrava non ne soffrisse per niente. Indubbiamente era particolare il suo modo di assaporare l'aroma di quella mistura che lui chiamava "tapak" perchè si concedeva una pipata in quella sua strana pipa, che s'era costruita con legno di radice di baobab, una pipa ottenuta in unico pezzo, di radica incavata con un piccolo succhiello che portava sempre con sè nella sua tracolla; ci metteva dentro con gesti di una sacralità solenne, come si trattasse di un rito, un pizzico di erbe aromatiche, da lui stesso essiccate e poi l'accendeva, standosene seduto su un sasso o sopra il tronco di un albero caduto. Dava due o tre tirate, non di più, e spegneva quasi subito sotterrando le ceneri perchè non lasciassero odori. Poi aspettava che si fosse freddata la pipa prima di riporla insieme alle erbe aromatiche nel cornetto di capra selvatica che portava appeso al collo come un amuleto, poi si alzava, faceva due o tre passi, si volgeva verso di me e quasi impercettibile diceva "lezgo?" andiamo?
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ricordi intensi intrisi di alta espressività. Ciao (Stefano61)
Commenti (0)
Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!
