La Verità è un pezzo di carta oleata
Mi capita spesso di ascoltare sulla riva del fiume, gli aironi raccontare le loro storie. Parlano di guerre e ignomie, di amori scritti da poeti e di folle di persone che si inginocchiano credendo di vedere figure celestiali, porbabilmente colpa della cocaina che è nell'aria diceva un vecchio airone a un piccolo che gli domandava perché.
Quello dal becco storto poi diceva di una processione di folli che credono che un boss sia nella grazia di un Dio solo perché dona alla chiesa il frutto delle sue ruberie, ridevano gli aironi del fiume, come ridono i corvi al confine della Palestina a sentire le idiozie che raccontano sui motivi della guerra.
Una mosca di Betania ha raccontato come in banza crescono i conti dei veri padroni del mondo.
A sera, un'allodola ha raccontato di Bologna e della stazione, dice che sono gli stessi di Moro, gli stessi di ogni trama di legno.
Ascolto le storie sulla riva del fiume mentre pesco anguille, facendo la corte alla signora del bosco, quella che viene da molto lontano e ha gambe color dell'ambrosia, almeno penso che siano così perché sinceramente non ho mai visto l'ambrosia.
Poi, una sera un alligatore ha provato a mangiarmi una gamba e io mi sono di molto adirato con lui, ma lui mi ha detto che sono un uomo, razza di sterminatori e che è giusto per lui mangiarmi una gamba, perché la verità è un pezzo di carta oleata che si usava per avvolgere la pizza.
L'ho ucciso sparandogli tra gli occhi, senza che nessuno mi vedesse e un persico mi ha detto che ho fatto bene, ma si sa i persici sono falsi e imbroglioni e io davvero non so per quale motivo lo sono.
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