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Viaggi e Avventura 13 ottobre 2014 · lettura 3 min · 1481 letture

Le avventure di Carta (Nella terre dei Blablanera)

Hariseldom 75 racconti pubblicati
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Ora chi mi conosce sa di me e delle mie storie di viaggi.
Sa che conobbi il comandante Carta a Popoli e che nella sua villa vi è una fontanta con uno strano piccolo laghetto dove puoi viaggiare con una barca di carta.
        Sembra piccolo il lago tanto che misura quanto una stanza da letto, ma se sali sulla barca ecco che il lago diventa un mare e non vedi le sponde opposte.
        Carta mi porta spesso con se nei suoi viaggi, anche se mi costringe a portare io le vettovaglie e così che mi fa pagare il passaggio.
        Approfitta perché sa che ho un debole per sua figlia la ragazza dai capelli neri.
Ora in uno di questi nostri viaggi incappammo nell'Isola dei Blablanera.
        Loro dicono che nella loro isola viga la democrazia, ma in verità al potere sono andati due furbacchioni, il conte Faina e il suo compare Strillino.
        Prima di loro, l'isola si chiamava isola delle felci, perché in quella isola era pieno di splendide felci e il governo di quell'isola era come tutti i governi delle democrazie, cioè la gente votava per i vari partiti dell'isola e chi prendeva più voti governava.
      Come tutti i Paesi del mondo a volte le cose non andavano bene e la gente si lamentava, si lamentava sopratutto delle felci, diceva che non erano più quelle di una volta.
        Faina e Strillino arrivarono un bel mattino da un'isola chiamata Svisora dove avevano accumulato tanti soldi ma ora erano in difficoltà.
        I due furbastri approfittando della non facile situazione delle felci riunirono tutti gli scontenti dell'isola e fecere un nuovo partito quello dei Blablanera quelli che si lamentano da mattina a sera.
Come fu e come non fu alla fine andarono al potere e da allora ogni forma di democrazia in quel Paese cessò.
      Tutte le felci appassirono e i Blablanera iniziarono prima cacciando tutti gli altri e poi a litigare anche tra loro, mentre Faina e Strillino se la godevano a più non posso.
      Siamo scappati da quell'isola una notte che pioveva, le case che un tempo erano belle ora erano baracche e la gente di quell'isola un tempo allegra ora era triste e violenta.
      Ci volevano persino arrestare perché ci avevano visto parlare con la locandiera che un tempo era un'esponente di uno dei partiti dell'Isola.
      Non so se mai torneremo in quell'isola nei nostri viaggi, preferiamo andare nei posti dove c'è gente allegra e operosa in genere.
    Al prossimo viaggio. 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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