Il mitico Michele d'Arcangelo
Tessere l’elogio di un giornalista-scrittore, poeta e per giunta tuo amico da oltre cinquant’anni, non è affatto facile; perciò lascio ad altri la critica alle sue numerosissime opere letterarie.
L’abbraccio di Yasser Arafat con Michele, qui riprodotto, è la testimonianza più eloquente dell’enorme successo editoriale ottenuto con la pubblicazione del libro di poesie “Il Paradiso è all’ombra delle spade”. Quando telefonai a Michele per congratularmi, per tutta risposta mi fece notare che era dal ‘200 che non veniva più tradotto dall’italiano un libro in versi, dopo le reiette terzine di Dante che cacciava all’Inferno il profeta dell’Islam. Di tale opera, dedicata a coloro che hanno combattuto per la liberazione della Palestina, è stata pubblicata anche una seconda edizione, destinata ai Paesi dell’America latina dal titolo “te canto, palestina” ed una terza “Rinasci Palestina”. Ultimamente i diritti dell’opera sono stati ceduti alla Mondadori che provvederà ad altre edizioni in lingue europee e probabilmente anche in cinese. E’ questo il Michele che conosco, sempre molto frizzante e fiero come uno sparviere sulla preda!
Un giorno, entrato per la prima volta in casa sua (sono amico per la pelle di suo fratello Tito Livio) lo vidi intento a radersi: un tavolinetto sormontato da una specchiera, il sapone da barba, l’allume di rocca e a fianco la classica catinella con la brocca dell’acqua. Continuando a radersi lentamente e con estrema cura, mi salutò e, come se mi avesse conosciuto da sempre, indirizzandomi il suo sguardo attraverso la specchiera, mi disse: “Vedi, tu ora stai assistendo ad un importante cerimoniale; così facevano i nostri padri ed io radendomi sono come l’officiante che perpetua un antico rito”.
Ho sempre letto tutto d’un fiato i romanzi di Michele. La sua prima pubblicazione di poesie fu “Nova Aurora” edita dalla Casa Editrice La Torcia de “Il Resto del Carlino”, ma ciò che mi è rimasto più impresso è stato il suo primo libro “Terra di Sale”, una vera chicca! In poche brevi righe di grande efficacia Michele tracciava il profilo di alcuni personaggi dei borghi riminesi o raccontava fatti accaduti al tempo della sua giovinezza: Rumi’d, Sènta Mareja, Rappresaglia, Nutor, Androni, Povera Gente, Scatagia, Bech secca, La Forca, La Battaglia dell’Arengo, Nostalgico e Martino. Dopo 50 anni l’immagine di quei personaggi, che ha saputo con arte raffigurare, risiedono ancora in qualche ansa della mia memoria, come Martino che puzzava meno da morto che da vivo! (era la prima volta ch’era stato lavato, dalla tenera infanzia). Qualche volta passeggio a tarda sera nella quiete estiva dei borghi e per incantesimo li rivedo assumere corpo nella penombra. Sento come a quel tempo le loro voci, i bisbiglii, il loro odore confondersi con quello del baccalà.
Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
un bel racconto,piaciuto per la sua positività! (Colomba)
Commenti (3)
Ci sono persone capaci di donare tanto con il semplice inchiostro della propria penna tanto da rimanere indelebili nell'animo... Come diceva Ugo Foscolo, la poesia rende eterni! <br> Ne hai saputo dare, seppure in modo conciso, una chiara immagine... E' proprio da leggere!
Sono d'accordo con Daniela... è uno scritto da leggere e farlo con attenzione. Divinamente descritto... Complimenti!
Un bel racconto descritto nei minimi particolari con la versatilità di uno scrittore, letto con piacere, complimenti, poeta scrittore!


