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📚 Parte di una raccolta
Parte 10 della raccolta «Satyricon Now » di paolo corinto tiberio (13 racconti)
Comicità e Satira 2 gennaio 2016 · lettura 4 min · 1223 letture

Satyricon Now - Capito XV

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paolo corinto tiberio 24 racconti pubblicati
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CAPITOLO XV – Così Parlò il Tirone

 

Ci restiamo tutti allibiti a quel lamento funebre del Sarraiocco, tutti turbati, anche il D’ Antonio, che annuiva però con la testa… ma ci rompe il silenzio il Tirone, che si alza il suo bicchiere e così ci parla: “ Ma pensiamo un po’ ai vivi allora, che ai morti ci pensa il camposantiere… che la madama nera, o da vivi o da morti, ci sta sempre sopra la spalla che ci alita il suo fiato marcio, a noi … che siamo meno che niente, il nulla del nulla, lo zero dello zero… una polveretta sottile che se ne vola via, fiuuu, e si disperde… o una bolla che fa flop che non ci rimane nemmeno l’ acqua del sapone in mano… ma per questo allora ora è il tempo da bere… che finché si può, godiamoci un po’, diamine… che povero è chi muore, ma chi resta si consola… e la sorte e la morte ci stanno dietro le porte, sempre… ma cosa ci lamentiamo?... ma che sono questi tuoni rotolanti e rintronanti che sento?... ci raccontate poi di cose di un tempo che si ricorda la vigna in piazza almeno… ma ci fa schifo il benessere?... ma ci dispiace il progresso?... che questo va avanti anche senza di voi, se non vi ci attaccate al suo treno… che ve lo perdete di certo, con le vostre idee bislacche… con le vostre allucinazioni ridicole… ma ritornate all’ asino, allora, e a pane e cipolla… che voi criticoni criticate tutto quello che ci fa, questo governo… e non vi va bene nulla a voi faziosi che siete… e si fa la legge sulla giustizia per snellirla e subito a dire: aah, serve al Silvio per aggiustarsi i suoi problemucci legali… e si fa la legge sulle televisioni e subito a dire: aah, è chiaro che se l’è cucita a misura dei suoi interessi… e si fa la legge sul lavoro e tutti a maledirlo di aver fatto a spezzatino il mercato per inzupparci il pane… di tutto quello che si fa e che ha fatto, non vi va bene niente, a voi… ma chi sputa in cielo, poi, gli ricade in faccia… ma chi sputa in cielo, poi, gli ricade in faccia. che dovreste baciargli il sedere, invece, perché non vi ha tartassato di tasse come il Prodi… che dicono che è col salasso tremendo che il professore ci ha portato in europa… ma io ci giurerei che ne sono certo, che il cavaliere vi ci portava alle Seiscell, oltre che in europa, con quei soldi… non vi ha tenuto mica sotto torchio e spremuto come l’ ulivo lui, il Silvio, ma vi ha persino ridotto l’ aliquota irpef… che ora siamo diventati un pochino tutti più ricchi, quasi… ma fa male e pensaci e fa bene e scordatelo… ch’è l’ invidia, invece, che vi rode dentro da farvi sparlare come chi ha addosso la febbre… vi rode che si è fatto lui stesso da solo, partendosi dal nulla, con le sue proprie mani… ma che oggi si conta intanto tante di quelle proprietà che ci vorrebbe un vocabolario per elencarle tutte… e mi ci gioco la testa che molte cose che ha, non se lo sa nemmeno lui che ce li ha, scommetto… vi dà fastidio perfino che se la gode assieme alla moglie nelle sue ville nababbesche, e ci canta pure con l’ Apicella, per sopraggiunta… che chi è povero, sta lì sempre a contare, ma chi ci ha la moglie bella sta sempre a cantare… ma insomma, che ci vogliamo il comunismo qui in Italia?... non se ne sono falliti, ormai, tutti i paesi disgraziati che hanno avuto questa peste, lì al governo?... che i russi e i cinesi ci avevano la fame sulle labbra, prima… ma ora invece, che hanno buttato a mare tutta quella pantomima da ridere, si sono gettati a peso morto sul mercato del liberismo cosicché se lo sono trovati anche loro il loro tesoretto… e smuovono le mascelle che è una meraviglia, ora… che così si trangugiano, poveretti, quel pezzettino di benessere, almeno, finalmente, che prima però non avevano…”

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«satira menippea»

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L'autore
paolo corinto tiberio

Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto

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