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📚 Parte di una raccolta
Parte 11 della raccolta «Satyricon Now » di paolo corinto tiberio (13 racconti)
Comicità e Satira 26 marzo 2016 · lettura 5 min · 1237 letture

Satyricon Now - CAPITOLO XVI - Così parlò il Sarchese

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paolo corinto tiberio 24 racconti pubblicati
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CAPITOLO XVI - Così Parlò il Sarchese

 

Ma non ci sta mica il Sarchese ad inghiottirsi quest’ apologia così spudorata, che si leva dalla sedia tutto sudato e ci comincia questo fiume d’ invettiva “ Ma come… ma come… sono quasi vent’ anni che ci dite ch’è morto, che non c’è più in nessuna parte del mondo il comunismo, ma quando lo tirate fuori questo defunto, voi, è solo come alibi… come mastice per incollarci le crepe profonde che deturpano la faccia mascherata e lifttata del liberismo… che unico, indisturbato e indistruttibile, a me pare, ci domina incontrastato nel mondo, ormai, come la stella maligna… ma questa vittoria è, paradossalmente, la sua sconfitta… che è con questa nuova dittatura liberista, invece, che ci dobbiamo fare i conti, ora… non con gli sconfitti… bisogna che ci ragioniamo per benino sull’ esito finale di un capitalismo che ha raggiunto da tempo il suo limite… vi è qualcuno che ci ha riflettuto su seriamente?... qualcuno che lo ha definito e segnato con dei paletti?... i confini dentro cui può essere legislatore a noi?… o dove deve, invece, subordinarsi ad altra legge, ad altra giurisdizione?... insomma, non sarebbe ora di mettere sotto critica seria questa vostra sacra reliquia?... ch’è quasi postulato e dogma, ormai... trascendenza immanente che immobilizza la terra col suo pesante cappuccio di piombo globale... non è, per caso, che questa dottrina economicista, invece, seppur dottrina può chiamarsi, non ci è più buona?... che ci suona a morte?... che non è più buona per nessuno?… non per i minerali, non per i vegetali, tanto meno per il regno animale, tra cui l’ uomo?… e, invero, è per molti aspetti che ci falla questa teoria che blocca l’ evoluzione condannandoci a uno sterminio inimmaginabile, quando fra poco toccherà i suoi punti di crisi… quando si allargheranno le sue spaccature abissali… che avanzamento può darsi se non attraverso cataclismi naturali o causati dalla mano dell’ uomo, come l’ apocalisse nucleare?… che anche le leggi della termodinamica, anche quelle, ci dicono queste cose… che è ciò che il D’ Antonio ci ha recitato così classicamente prima… e non ci è buona nemmeno sotto il profilo economico, sociale, e soprattutto sotto quello logico… che appartiene alla logica, oramai, il suo rigetto e rifiuto… come può darsi, infatti, se non surrettiziamente, quella specie di darwinismo sociale che lo informa?... quell’ economia, poi, che fonda la sua consistenza e saldezza non sul valore reale delle merci e sul lavoro, ma su di una serie infinita di trucchetti… di finzioni finanziarie che loro stessi si sono inventati, i furbetti, per guadagnarci su a dismisura senza sudarci… i sùbiti guadagni realizzati su di una montagna di carta straccia, sul niente insomma… ma nel suo nulla saremo risucchiati quando questa iridescente bolla scoppierà o imploderà su se stessa… a meno di non cambiare rotta ora, subito… lo Spitillo ha ragione da vendere quando ci dice che vogliamo tutti i nostri comodi pronti… che ci piace affondare la testa nella grascia di questo osceno carnevale, fino a soffocarci… fino all’ estremo della mercificazione,   esito finale che comprende e abbraccia, ormai, la totalità dell’ essere… tesa in teoria e pratica alla riduzione dell’ uomo e della donna in soggetti oggetti di perversione psicotica… e così ce li sviolinano realisticamente, a noi, oggi, i frutti… i raccolti tossici di questa eredità nefasta… che non serve nemmeno comprare il giornale, ma basta uscire di casa, per vederli… che una volta impastata l’ identità uomo uguale merce, nessun divieto teorico c’è nell’ espiantare da un ragazzino comprato o rubato il suo fegato per impiantarlo a qualcun altro… e se ostacolo pratico c’è, può sempre essere rimosso qualora un giorno vi fosse abbastanza potere da farlo… e rendere così perfetta questa mostruosa equazione… 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«satira menippea»

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L'autore
paolo corinto tiberio

Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto

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