Re- cordis
Anna Maria Scamarda
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Ho grande nostalgia dei personaggi importanti che hanno seguito ed accompagnato la mia infanzia felice. Naturalmente a parte i miei genitori . Ad esempio, la mia maestra di I° e II° elementare. Non potrei mai dimenticarmi del suo nome e cognome: Maria Antonietta Sansone. Ho fatto perfino delle ricerche per poterla rintracciare e riabbracciare. Risultate, purtroppo, vane. Ricordo che per molte ore della giornata scolastica mi teneva in braccio, mentre tutti gli altri bambini, che pure rispettava, stavano seduti dietro i loro banchi con i quaderni a fare i compiti, ahahahah! Anche quando ella s'affacciava per qualche istante sulla porta della classe per scambiare qualche parola con la collega della classe accanto, teneva sempre me in braccio. Poi amava invitarmi spesso a pranzo. E in quelle occasioni faceva preparare dalla signora del pensionato presso cui abitava una grande varietà di cibi preferiti dai bambini e tantissimi dolci. Mio padre, che era un tipo molto geloso e apprensivo, non era mai molto propenso a dare il permesso per questi inviti, ma dietro le affettuose preghiere e insistenze della mia maestra Maria Antonietta, alla fine, capitolava. Ricordo che all'epoca del suo trasferimento, per molto tempo, fui tempestata da tutte le sue affettuosissime lettere e cartoline, in cui mi pregava di risponderle. Ricordo anche della carica particolare di simpatia che suscitai nel professore di disegno e nella professoressa Enza Ligresti alle medie. Così, della mia catechista Suor Angelina. E di alcuni amici dei miei genitori, che io chiamavo zia Grazia e zio Vincenzo: avevano figli già grandi ed io ero diventata come la loro figliola adottiva più piccola. Nella loro casa, infatti, mi avevano creato un angolo di giochi tutto per me e tanti doni sempre! Qualche volta, nelle mie permanenze nella loro casa, mi coricavano con loro nel lettone. Allora pensavo, in tutta l'innocenza dei bambini, che questo bene, così profondo e particolare, fosse una cosa normale. Allora non sapevo che in seguito, nel mondo adulto, dove regnano spesso invidie ed insane competizioni, questo mio stato di grazia potesse divenire oggetto di invidie e gelosie. Non potevo comprendere. Solo più tardi appresi che la simpatia era un dono divino di cui aveva voluto elargirmi il Signore. A tutti questi personaggi importanti nella mia vita voglio rendere grazie! Grazie per essere stati guide amorevoli della mia infanzia. Maestri spirituali che hanno saputo trasmettermi ciò che solo l'amore può e sa trasmettere. Vi porterò sempre nel cuore con infinita gratitudine.
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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Anna Maria Scamarda
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