Ricordi d'infanzia
I miei mi tenevano a stecchetti coi soldi e questo fu per sempre, quindi, non un fatto meramente educativo, ma un modo d’essere. La cassa la teneva mia madre, a mio padre lasciava a malapena i soldi per le sigarette, mentre lei non si faceva mancare nulla, spendeva tutto quello che guadagnava d’estate, per vestiti, gioielli e viaggi. Allora quell’estate, come d’altronde le altre, m’industriai per guadagnare in proprio. Una delle attività era raccogliere ferro, stracci e grossi ossi di ovini o bovini macellati di frodo ed abbandonati lungo i fossi. Ogni giorno passava l’uomo col suo furgone a pedali per la raccolta e ogni giorno avevo qualcosa da dargli in cambio di 10 lire il chilo. Grandi e piccoli, tutti facevano così nel mio rione ma la materia prima era rara. Aprii un’edicola con vecchi giornalini regalatimi a suo tempo da mio cugino Franco, anche i bagnanti compravano. A giugno dopo la pioggia andavo a raccogliere grosse lumache di terra cercando di venderle a 3 lire l’una a mia madre, che me ne dette solo 100 per le cento raccolte e le cucinò tutte per i bagnanti che si leccavano i baffi. Ricordo ancora che quell’anno con Iaia facemmo piazza pulita di tutte le pigne che potemmo raccogliere dai giovani pini che il Comune aveva piantato sulla via Nazario Sauro e vendetti, sempre ai bagnanti, per 10 lire l’una, tutte quelle che mi spettavano nella spartizione. Fornivo loro pure i martelli di casa e qualche grosso sasso per poterle ammaccare ed estrarre i pinoli. I milanesi (provenivano quasi tutti di là) non le avevano mai viste o potuto raccoglierle nella loro città e le apprezzavano molto. Quell’estate feci tanti soldi e il lupinaio vedendomi con la moneta invece che coi quaderni (1) mi guardava sorridendo compiaciuto.
Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
saggezza di quei genitori nel dare pochi soldi!!!! (Colomba)
Commenti (1)
Ricordi, fatti veri o fantasiosi, sono narrati con vena di scrittore, a quei tempi, si barattava, i soldi erano pochi, ho qualche ricordo anch'io, faceva bene quel ragazzino a raccogliere e vendere, aveva imparato a lavorare e ad ottenere ciò che non aveva.
