Le sorelle Miege e la nonna
Avendo aumentato la capacità ricettiva della villetta in cui abitavamo, zia Maria e zia Milla da quell’estate vennero a soggiornare da noi, pure la nonna Erminia che nel frattempo aveva affittato la propria villa ad una famiglia che la gestì come Pensione fino alla sua scomparsa. Dopo cena le tre sorelle si mettevano in ghingheri e andavano generalmente all’Embassy o presso qualche altro caffè concerto. Conversando con le sorelle, sentivo mia madre dire: “Avete visto quello? Per tutta la sera non mi ha mai staccato gli occhi di dosso!” Ma a rompere spesso le uova nel paniere c’era la nonna che non voleva rimanere a casa e pretendeva di unirsi a loro. Ricordo che una sera con un pretesto le fecero la smarrita avviandosi di gran carriera sulla via Trento che portava sulla via Vespucci, dove là potevano eclissarsi fra la folla che gremiva letteralmente il viale. La nonna, tuttavia se ne accorse e, vedendole sparire all’incrocio fra la via Nazario Sauro e la via Trento, mi prese per mano correndo a più non posso verso la parallela via Cormons in modo d’arrivare a lato mare di fine via Trento per aspettarle al varco. Fu così che si mise le mani sui fianchi e scorgendo le tre donne stupite disse loro: “Mi volevate lasciare a casa brutte puttane!” La mamma e le zie accusarono il colpo ma non fecero una piega, dicendo che credevano si fosse ritirata in camera con me (dormivo con la nonna) e s’avviarono mestamente lungo il viale con noi due intrusi.
A quel tempo ricordo che la nonna vestiva di nero con un soprabito estivo che sembrava la veste di un prete, aveva 89 anni, le figlie oltre i 50, eccetto zia Milla che ne aveva 46, ma la nonna era arzilla e sveglia più che mai. La mamma e le zie erano molto unite, soprattutto d’estate quando si ricongiungevano a Rimini, altrimenti era la mamma che andava spesso a trovarle a Milano, portando, talvolta, anche me, come quella volta che caddi da una casa diroccata e battei la testa contro il fondo di una bottiglia rotta; l’occhio destro fu salvo per miracolo ma l’ematoma scomparve solo dopo molto tempo, potevo avere 7-8 anni.
Nel 1950 le tre sorelle furono insieme a Roma per l’Anno Santo ed entrambe le zie contando di stabilirsi, prima o poi, a Rimini, comprarono ciascuna uno o più appartamenti, zia Maria ne comprò uno in via Trieste, gemello a quello dello zio Pippo col quale era molto legata, la zia Milla ne comprò due più piccoli, uno sempre nella stessa via, l’altro s’una traversale: via dei Pini.
Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere
Commenti (0)
Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!
