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Amore 28 maggio 2017 · lettura 4 min · 1337 letture

Alter Ego

Matteo Bio Matteucci 147 racconti pubblicati
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Era il ragazzo più buono che avessi mai incontrato. Simpatico e dalla lingua tagliente. Molto diretto ed empatico, ma allo stesso tempo un carattere da prendere con le pinze.
Alle volte per scherzare mi diceva " dovevo essere preso con il contagocce" .
A dosi elevate poteva essere indigesto.
Ascoltava, cosa molto rara nelle persone, ma poteva chiudere le orecchie ed il cervello in pochi secondi, diventando ottuso, intollerante e addirittura maligno.
Da affabile, scherzoso, giocoso poteva abbuiarsi d’improvviso.
An open mind, ma c’ erano argomenti molti scomodi. Non aveva problemi di bipolarismo, anche se poteva sembrare.
Molta pazienza e buon cuore, anche troppo.
Lo vidi piangere di tanto in tanto.
Lo conobbi tramite un’amica comune, mi piaceva quel lato molto sfaccettato, imprevedibile e un po’ folle.
Non era monotono, nè musone, tranne in certi momenti, diversi angoli bui e spigoli appuntiti.
Ricordo bene le risate ed i momenti di ilarità. Ero entrata in confidenza e parlavamo spesso, avevamo stabilito un linguaggio tutto nostro. Ero molto gelosa di questo rapporto, potevo contare su di lui.
Una notte per esempio mi prese una crisi di pianto, stavo attraversando un brutto periodo, lo chiamai e venne a casa mia, mezzo confuso, ma venne. Finimmo per dormire insieme, mi rispettava. Limitava il contatto fisico, tanto è vero che agli inizi credevo fosse omosessuale.
Sbagliai di grosso.
Mi arrivarono voci, malizie ed indiscrezioni degne di un giornaletto pornografico, ma non avrebbe mai fatto qualcosa di eccessivo e sconveniente.
Un giorno stavamo facendo la lotta come eravamo soliti e nel trambusto mi toccò il seno... per un istante una strana luce gli comparve negli occhi, io beh... diventai rosso carminio.
Subimmo distanze e periodi di incertezza, il lavoro non andava bene ed ero costretta a trasferte stancanti per non essere messa alla porta. Nel periodo di distanza la nostra amica Paola si avvicinò a lui.
Me lo disse, ricordo bene la mia reazione, non mi interessava più di tanto. Ero felice per loro, ma avevo altri casini in testa. Finito il periodo di pioggia tornò il sereno variabile.
Lo chiamai per sentire come stava, era distante, rispondeva ad intervalli.
Un sabato presi il treno ed andai da lui. Ero allegra, dopo mesi che non lo vedevo, mi sentivo quasi emozionata. L’emozione durò poco, era con Paola. Vederli abbracciati intimi mi provocò fastidio, subii il colpo di grazia quando si baciarono.
Ricordo il mal di stomaco salirmi fino in gola, il respiro si fece corto, piansi di rabbia e delusione.
Tagliai i ponti, mi negai al telefono e mi buttai a capo fitto nel lavoro.
Venni a sapere che perse la zia, mi cercò, mi sentivo offesa e non mi feci trovare.
Passarono altri mesi.
Aveva saputo del trasferimento, mi telefonò, lasciò un messaggio in segreteria: " Iris, son mesi che ti cerco, ma ti sei sempre negata. Avevo bisogno di te, ma non ti sei fatta trovare. Tranquilla, non ti cercherò più. Auguri per la tua promozione ".
Il tono era tranquillo, io volevo buttarmi dalla finestra, era il 14 Marzo e persi un amico.
"Allora, le hai dato la lettera? " No, non avrebbe senso.
“ Ma come, ostenti il vessillo della sincerità come i pirati ostentano il Jolly Roger e poi ammaini le vele? ". Ha già sofferto abbastanza, quanto devo insistere?
“ Bio, non si tratta di insistere, Iris deve sapere che non sei un mostro”.
Mi guardò quasi con disprezzo, si accese una Camel Light.
"Beh, se pensa sia un mostro, a sto punto ho fatto bene".
Si mise le cuffie rivolgendo lo sguardo verso il mare. Mi alzai, l’avevo fatta grossa, avevo messo in dubbio la sua lealtà.
Mi guardò un’altra volta " Paola, cosa ne pensi, sono un mostro? ".
Non mi uscì parola, nemmeno un fiato, sarebbe bastato dire " No" anche un semplice abbraccio, ma restai muta, lo vidi andarsene nell’ esplosioni di colore del cielo estivo.
Era il 5 di Luglio, sentivo freddo ed avevo tradito la sua fiducia.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Matteo Bio Matteucci

Il Matteo nasce a Pisa nel lontano 1977. Prende il soprannome di Bio ( oltre ad altri cento) per la sua passione di fotografare l'acqua in tutte le sue forme. "Biyo" in Somalo vuol dire acqua. Dopo lo corresse in Bio. Scrive racconti, poesie, storielle e parodie. Si dedica al fai da te, chiaramente alla fotogra

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