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Biografie e Diari 2 maggio 2022 · lettura 3 min · 806 letture

Titoli di coda

Matteo Matteucci 147 racconti pubblicati
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Me ne stavo bello rabbioso nel favoloso mondo dei cazzi miei, cercando di placare l’odio e questo senso crescente di rivalsa.
In questo turbinio costante di pensieri complessi, mi serviva un momento semplice, lineare, infantile.
L’ennesimo rapporto stava colando a picco... e per la piega che aveva preso, non era poi così male.
Mi faceva male il collo ed i denti, si fosse aggiunto il mal di testa avrei fatto tombola.
Per esorcizzare i miei demoni optai per Enya e altri brani simili, ma la musica a volte sembrava perdersi nel breve tragitto dalle orecchie al telencefalo ed almeno in questo frangente, porca la madonna, non stava facendo una sega.
Aggravante che mi stava facendo schiumare ancora più di rabbia.
Avevo un martello che mi picchiava nelle tempie in aggiunta a urla di infanti e abbai continui di cani mi stavano rendendo ancora più difficile il proposito di ritrovare il principio di calma.
Stavo per andarmeme, il mare oggi non mi stava aiutando, ahimè.
Poi per caso o maldestria, nell’ alzare il volume, cambiai canzone e  con 3340 e passa titoli, uscì quella che non volevo. Tirai un paio di cristi come rafforzativo, dovevo fare pulizia nella playlist, servivano canzoni nuove, servivano nuovi orizzonti in cui perdersi.
Andai al largo, lontano dalla riva e dal rumore, camminai sugli scogli, stava montando marea e sebbene avessi tante doti, alcune nascoste, non riuscivo ancora a camminare sull’ acqua.
Il fido anfibio idrorepellente avrebbe tenuto le calze all’ asciutto, avrei bagnato la mimetica e nulla di più.
Arrivai al limite, dove il fondale cambia colore e diventa blu scuro, mi fermai come fossi colto da catatonia... sotto di me stagliava l’ abisso. Qua il fondale sfiora circa i 6 metri, immagina il silenzio che puoi trovare.
Pensato mai a farla finita, uscire di scena e chiudere gli occhi per sempre?   La morte per annegamento risulterebbe pure facile, non riesco a stare a galla, mi contraggo, colerei come un piombo, poi bello gonfio di gas tornei su come uno stronzo appena fatto.... Ironizzavo, ma ero sul punto di esplodere...
Saturo, i suoi sbotti di rabbia, l’ incapacità di gestire la cattiveria, gli schemi mentali che si portava dietro e quel cervello guasto che si ritrovava.
Ero arrivato al capolinea.
Fissai un granchio che stava mangiando qualcosa, doveva essere squisito, lo spolverò in pochi istanti, " potevi farmi assaggiare canaglia ".
Ed ecco che il pensiero semplice, lineare e diretto si fece timidamente spazio in questa matassa annodata di idee farnetihe e violente.
Bione, chiudi il libro, stai finendo l’ inchiostro, metti il punto, lascia perdere, mandala in culo...
Negli auricolari suonava I’ ll find my way home... di Vangelis, mica pizza e fichi...
Era ora di tornare a casa, avevo fame e volevo prendere un analgesisco per questo crescente mal di denti.

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Matteo Matteucci

Il Matteo nasce a Pisa nel lontano 1977. Prende il soprannome di Bio ( oltre ad altri cento) per la sua passione di fotografare l'acqua in tutte le sue forme. "Biyo" in Somalo vuol dire acqua. Dopo lo corresse in Bio. Scrive racconti, poesie, storielle e parodie. Si dedica al fai da te, chiaramente alla fotogra

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