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Biografie e Diari 10 giugno 2017 · lettura 4 min · 1172 letture

Diario di bordo

Pasquale Lettieri 219 racconti pubblicati
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Il percorso della strada brucia il tempo. Mi ritrovo così nell’ adesso, in questo preciso momento già passato con la stanchezza dei passi fatti, con pellicole di ricordi che con l’ andare avanti svaniscono come bolle di sapone. Fortunatamente c’è il presente momentaneo che purtroppo corre veloce diventando anch’esso, passato. Alla fine del percorso, mi ritroverò alla porta del nulla, compirò solo allora l’ ultimo passo per abbracciare il prima, la culla del tutto, compreso ogni nascita di stelle e di ogni elemento che in questa dimensione mi è sconosciuto. Nel frattempo non inseguo il tempo, lo lascio bruciare alle spalle, faccio piccoli passi chiedendomi della strada e dell’ arrivo.  Con i tanti passi fatti, mi sono abituato a vivere di me in buona compagnia, ci ho messo un po’ di passi ad accettarmi, mi sono dovuto spogliare dell’ onnipotenza, reprimere l’ egoismo e gli istinti animaleschi che portavo nella natura di uomo. E’ stata una bella lotta, ho dovuto mettere d’ accordo ogni isola e arcipelago, sogni e desideri, momenti felici e i negativi dolori, ma alla fine, eccomi, mi ritrovo incollato di parti e particelle, di ombre e luce, di negatività e positività, tutto intero, insieme nel tutto del piccolo pianeta che sono.  Se è vero che i passi bruciano il tempo è vero che l’ insieme è il solo unico eterno. M’ incamminai per strada tempo passato, bruciai momenti e tempo senza consapevolezza, non vissi il tutto insieme, nessuno mi insegnò ad incollarmi, nessuno mi disse niente dei passi e della strada, degli alberi di frutta e dei pozzi neri, dovetti procedere senza mappa, senza indicazioni camminai per zone oscure e strade assolate, mi ritrovai così in questo momento tutto insieme a scrivere il già passato.   Ora. Chiudo le pieghe delle tue labbra aperte dall’ onda del fragile colore  impresso dal rossetto rosa. Rosa come il colore della rosa, due petali le labbra tue... Rosa, come il regalo che ci dona la perla partorita dal mare. Rosa, come il vetro del corallo  partorito dal seme del mare. Abbatto solchi,   striscio la lingua sugli spigoli della collina. Spigoli rialzati dal muscolo nascosto della passione. Apro le tue labbra … penetro dentro la tua bocca in avanscoperta con la mia lingua, cerco l’esistere. Mordo il mondo… Lo divoro come il risucchio del vortice dell’ acqua  che divora le scorie del possedere. Gusto la carne prominente della collina, accarezzo alberi e fogliame. Come un cane, avido e arrabbiato gusto la sopravvivenza della vita stessa; deposito l’ apice della vita mia vita nella tua bocca; Mescolo la materia prima di noi scambiando saliva con le onde che arrivano dal mare salivato della tua bocca,  dalla tua passione motrice del tuo spirito. Gusto l’ ignoto e l’ abbandono, il ritrovarmi tra la carne di un essere a me diverso e simile. Senza paura alcuna gusto il passar del tempo eterno dentro addormentando la lingua sulla culla che è la tua, ritiro poi stanco la vela dal mare della tua bocca che tra il vento forte e onde alte rischia di abbattersi nel nulla.

 

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Pasquale Lettieri

La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver

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