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Fantasy 8 febbraio 2019 · lettura 3 min · 956 letture

Olio e aceto

Rosaria Catania 17 racconti pubblicati
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Ho scritto delle lettere d’ amore, attingendone dal fondo del cuore,

di frasi dolciastre e mielose senza alcun successo perché,

senza farci caso oggi si è ridicoli a parlar e scrivere l’ amore

Amore soffro per te, amore muoio per te, amore mi manchi,

amore ti amo... come la pasta col pomodoro

son diventate sdrucciolevoli senza enfasi e apatici,

così ho smesso di scriverle

 

Stanotte non ho dormito

nel silenzio della notte ho avvertito un lieve richiamo d’ aiuto,

ho aperto gli occhi e son stata ferma ad ascoltare,

dopo un pò l’ ho risentito e mi sono allarmatami,

mi son lentamente alzata pian piano,

col piede che da due settimane mi fa male

m’ incammino scalza al buio

come sonnambula per casa,

prima guardo fuori tutti dormono cani, gatti, topi, uccelli

poi, vado in bagno, in soggiorno tutto muto,

anche la mia Trilly dorme beata sta a pancia in su sul divano e russa

che è una bellezza, con mio marito fanno un’ orchestra sinfonica

mi chiedevo e domandavo ma chi saranno mai quelle voci

che, chiedono aiuto

solo le formichine eran sveglie,

loro facevano lo straordinario, andavano a spasso sul lavello,

in cerca di briciole della cena, della sera prima

e risentivo quelle voci

aiuto, aiutaci, stiamo per morire

chi si lamentava, forse era il l’ inquilino di sopra che,

aveva mal di pancia pensai fra me e me,

domani già di buon mattino inizierà a gridare tutto il giorno

e la moglie passerà l’ aspirapolvere e farà rumore per,

non sentirlo gridare povera me...

oddio le voci le sentivo molto vicino

c’è ra un qualcosa che non vedevo,

forse un gattino si era nascosto, un uccellino era entrato dalla finestra,

mi son fatta coraggio ho dato un’ occhiata sotto il divano,

sotto il tavolo, nulla di nulla mi sono arresa

forse sto sognando decisi di andare a letto

Ma mi fermai, mi venne fame

idea mangio una mela per non appesantirmi

apro il frigo e la lucina appena si accende mi fa vedere

una strage, un grido di sofferenza in me “ AIUTO” “ AIUTO”

erano loro che cercavano aiuto

mio Dio incoscienza mia, dimenticanza imperdonabile

chi mi vedo d’ innanzi stremati da giorni di sofferenza

tre zucchine, una melanzana, ed una carota

la carota si stava impiccando,

le zucchine erano ormai allo stremo delle loro forze

divenute anoressiche e la melanzana appassita come un fico secco

stava per dare l’ ultimo respiro

aiutaci aiutaci Rosaria,

facci morire ti prego, o ci cucini

ti sei dimenticata di noi

son rimasta col boccone di mela in bocca

l’ ho ingoiata quasi soffocavo con la gola asciutta

col rimorso di averli fatto soffrire

gli ho chiesto perdono,

con la promessa che, la mattina dopo li salvavo

così feci, non appena alzata li ho affettate a rondelline,

cucinate con olio e aceto

e li ho mangiate

stanotte dormirò sogni tranquilli

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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Rosaria Catania
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