63 lettori online · 359.810 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Racconti Biografie e Diari
Questo racconto ha un accompagnamento musicale scelto dall'autore
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Biografie e Diari 16 febbraio 2019 · lettura 4 min · 948 letture

Quattro il numero perfetto

Rosaria Catania 17 racconti pubblicati
+ Segui

Saran polvere di stelle  su vernici di un imbianchino a rinfrescar le pareti

un profumo di muffa, pittura e la naftalina sulla biancheria   mai indossata

  sempre ben sistemata in valigia per un ricovero urgente 

  "Non si sa mai"

 

Un’ immensa pianura di deserto in lei abitava la mente

  la polvere del vecchio dava spazio, alle sue mani stanche 

lasciandone colori di un tempo lontano

   in lei albergavano parole antiche, usate come poesie labiale 

(U Bizziali, A Culunnetta, U catusu, A Cuttunina, U Favalari)  

impiastricciata da sughi e polli da spennare 

vederla pulir le interiore fra melma e penne sparse per casa

  dentro il grembiule a mò di secchio  

l’ acqua tirata dal pozzo col secchiello

e l’ anguilla che la guardava  con gli occhioni giù in fondo

   acqua che non ho mai bevuto,

lo chiamavan il pulitor d’ acqua

    Era un albero mia nonna,

alta, robusta e capelli lunghi   racchiusi da una treccia color d’ argento vivo

   dal pettine raccoglieva quei ciuffi bianchi.

li conservava con cure per venderli 

  e far cambio in un piccolo oggetto di plastica  

parlava sempre a ritmo snervante del figlio lontano

   in terra straniera e gli altri due figli non li nominava mai

   lor varcavano i mari e le onde per ben dodici mesi l’ anno

  e mia mamma l’ unica femmina fu consegnata alla zia,

troppe bocche da sfamare 

Dell’ orco nero aveva tanta paura,    la fame era stata dura per lei

  il marito non piaceva lavorare e per campar andava a stirare

   come le rose al vento, volano e si spezzano e si frantumano

  un figlio le è volato in cielo e il marito pure 

aveva due galline dalle uova d’ oro

e sull’ amara traccia di una vita di stenti   si trasformò in avarizia

e braccio corto  

sempre stanca era,  con le gambe gonfie ed infreddolita  

preparava da mangiare per una caserma, eran solo in due

  da un chilo di carne, venivan fuori quattro polpettoni 

  e poi il riso e piselli, la sua ricetta preferita  

bastava per un anno intero  

polli ripieni ingozzati e cuciti con filo   e ago,

patate fritte tagliate in quattro, il quattro il suo numero perfetto in cucina

  or che ci penso, povero nonno mio,    per questo aveva una pancia così grassa lui

   bassino di statura, doveva mangiar per otto 

  poi il caffè non mancava mai,   la moka sempre pronta,

già dalle cinque di mattino, fino a sera 

anche i cardellini in gabbia, lo assaggiavano col biscotto

    biscotti di mandorla, cioccolata al latte, banane, arance e pere 

in una grande cesta di vimini,    veniva nascosta sotto il letto

    ed io monella chiedevo...   nonna mi dai un biscotto? 

  e per tutta risposta lei mi diceva, non ne ho nipotina mia  

come cappuccetto rosso, io sapevo già dove erano  e li rubavo

e giù di lì grida, rimproveri e mandata a casa 

  non era cattiva poi tanto la mia cara nonna 

  era tanto buona lei 

ma non voleva darmi nulla, buttarli si, maceri e disfatti  ma dare mai  

dalla vita non aveva avuto nulla, ed or che aveva ottenuto qualcosa

   guai a toccarle, severe, austera e un pò tantino dispettosa e cattivella   

col suo grande nasone da birichina  

si faceva sempre perdonare con un sorrisino da bimba

    a mia nonna materna   Lucia e nonno Francesco 

  “ Vi ho voluto bene” 

A volte dormivo con lei, 

il suo letto era altissimo    erano quattro materassi di lana

   dovevo usare la sedia per salirci   

   N. B.

Farmacista, Comodino, Vasino da notte

coperta di lana il grembiule  

💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
‹ Racconto precedente
Una giornata piovosa
Racconto successivo ›
Care nuore e suocere
‹ Precedente di Rosaria Catania: Cassatine
Successivo di Rosaria Catania: Care nuore e suocere

«Un ricordo di Mia nonna materna e i suoi crucco e capricci»

L'autore
Rosaria Catania
Tutti i racconti →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento su questo racconto. Se ti va, scrivi il primo!