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Sociale e Cronaca 11 dicembre 2020 · lettura 5 min · 873 letture

La fiera del 29 aprile

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emiliapoesie39 14 racconti pubblicati
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  La  fiera  del  29/  aprile  negli  anni  55/70 /  la  cosi  detta  fiera delle  ochette  e paperelle.

 

Passata  la  guerra  tutta  l’ Italia  è in fermento  di  ripresa,  di sviluppo.

Si  asfaltano  le  strade, lavori  eseguiti con  criteri  nuovi  e duraturi.

Si  aprono  scuole  di  formazione  professionale anche nei piccoli  centri  come  Appignano.

Le  corriere fanno  servizio per  unire  i  vari  paesi e per le necessità  portare  alla provincia (Macerata granna) i  confinanti.

In  questo  clima  di   rinascita  si  svolgeva  la  fiera  del  29/ aprile… anni 55/70 /

Si  vendeva  di  tutto  e di  più, dagli  animali  domestici:  polli  ruspanti, galline, conigli, uova e naturalmente  ochette  e paperelle.

C’ erano  gli  animali  da riproduzione… vitelle, vitelloni, mucche, era  un prodigarsi di  bestiame.  La  vendita  avveniva  con   una  stretta  di mano fra  fattori  e contadini era dietro  la Cò (vecchio macello)  un  vociare  e contrattare di   uomini.

Nello  slargo xx settembre si  svolgeva lo  spettacolo  della  fiera.

Ai  bordi  della  fontana  c’ era l’ incantatore  di serpenti con  piffero che deva unguenti  per  dolori  di  ogni  genere.  Il  cantastorie che narrava  le gesta  di G. lillini.  Il    pappagallo dai  colori  vivaci  appollaiato su un trespolo che  dietro a spiccioli  ti  prediva  la  fortuna.  La  scimmietta che  si  divertiva  a fare  dispetti  ai mal  capitati.  Il gioco  delle  tre carte che  attirava  uomini giovani e non, il  tiro  a segno… e altri giochi con fucile ad aria compressa per  chi avesse la mano  ferma.

Poi  tutti  d’ intorno  a schiera  i vari  venditori  ambulanti con  merci di prima necessità: pasta, salumi,  zucchero, formaggi, baccalà, conserva  di  pomodoro.

Bancarelle  con  scarpe,  tessuti  per  vestiti,   tessuti   per arredare  la  casa, cesti,

canestri, lavori   fatti  a mano, sedie, sgabelli era  un  miscuglio di  cose tutte  atte per la necessità  delle  famiglie.  Nei  crocicchi, negli  angoli di  spazi  vuoti  le  vergare  con   la pannella e tasca   per  mettere i soldi  perché  allora i soldi  venivano  legati  al  fazzoletto, vendevano ochette  e papere.  Il mercato  della  frutta era  rappresentato  da un tale  con il furgone che  vendeva carciofi, finocchi  e fave fresche… La  via dei vasai era un’ esposizione di  terra cotta e non, le vergare facevano  acquisti per l’ arrivo  della buona  stagione… Le giovani da marito  si divertivano  a fare giri del paese per essere ammirate dai   ragazzi.

La  musica correva da  una  traversa  all’ altra… era  una  festa  di  suoni, colori, odori che  ci  riportano  al clima  Felliniano.

Ora  la  fiera  si  rinnova  ogni  anno, ma dei  sapori  andati  ben poco  è rimasto, oggi è un ‘ agglomerato di bancarelle   con prodotti simili e la gente è stanca  di tutto e acquista  poco o niente… anche perché i supermercati  sono  pieni di tutto e con facilità di scelta.  Del folclore  di un tempo non è rimasto che il ricordo di coloro che di anni ne hanno molti.

 

 

 

 

 

 

 

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
emiliapoesie39

scrivo da quando bambina frequentavo le medie e trovandomi in collegio soffrivo per la mancanza della famiglia e abituata come ero agli spazi aperti mi sentivo soffocare e allora brevi frasi o magari un brevissimo pensiero lo buttavo giù. a distanza di tempo continuo a scrivere anzi è il mio hobby ....scrivo diari di

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Commenti (1)

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Fadda Tonino12 dicembre 2020

E’ troppo difficile da gestire questa vita, cambia in continuazione senza lasciarci il tempo di organizzarci lei passa e va, forse non si accorge nemmeno del male che lascia e del male che fa, ma purtroppo, è la vita prendere o lasciare Grazie Emilia