Mia madre
Mia madre andava in chiesa. Alle messi solenni della Domenica, dei giorni di festa. Cipria rosa e profumo alla violetta. Scarpe con leggero tacco, dello stesso colore della borsa. Capelli neri, corti, ricci come suo padre. Gote rosee. Occhi ridenti. Mani profumate. Tailleur, mai completi pantaloni. Colori mesti: blu, marrone, grigio verde scuro... mai rosso, giallo, rosa, fucsia. Magari qualche camicetta sotto giacca bianca. Lungo la strada trovava sempre qualche amica da mettere sottobraccio. Una volta l’ho vista tornare sottobraccio con Pino Greco, un nostro vicino che ogni estate tornava dall’America. Mio madre, quando si è sposata l’ha trovato ragazzo; grande era l’ammirazione che Pino nutriva per lei. La portava come una regina. E lei orgogliosa avanzava con passo lento e deciso.
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