Ricordi della Nonna - Semillas de Haibun
Ogni mattina, all’ ombra dei grandi alberi di mango, la nonna pestava il mais che poi destinava alle galline che allevava, lasciandole razzolare libere nel vasto terreno che circondava la casa. Le sue occupazioni erano sempre le stesse, una routine che, nonostante gli anni, non era mai cambiata e che svolgeva con serena costanza. Non l’ ho mai sentita lamentarsi del lavoro quotidiano, né l’ ho vista cedere ad esso.
Nel pomeriggio, con il passare del tempo, si dedicava alla lettura. Amava soprattutto i testi cristiani. Era una donna profondamente devota. A volte il nonno, per distrarla, giocava con lei come un bambino, facendole qualche piccolo scherzo solo per vederla reagire. Lei lo rimproverava chiamandolo “ vecchio matto!”, e lui rideva di gusto, facendo sì che lei si fingesse ancora più irritata.
Mi incantava osservare la complicità e la gioia che emanavano da quei due esseri che tanto amavo, uniti da più di settant’ anni di vita condivisa.
Solo la morte del nonno spezzò quell’ equilibrio.
La nonna non fu più la stessa: divenne fragile, indifesa, come una grande bambina bisognosa di cura.
Grande affetto
nel mare della vita:
roccia e rifugio.
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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