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Sociale 13 agosto 2009 · lettura 2 min · 2623 letture

Brasile

Vincenzo Rocciolo 44 poesie pubblicate
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Ho visto bambini giocare tra sterpaglie e spazzatura, piangere tra cumuli di disperazione e abbandono, ridere nei girotondi dei loro giochi infantili, abbracciarmi con la forza di chi si aggrappa alla speranza. Ho visto giovani ragazze offrire i loro doni naturali come merce di scambio per fogli di carta colorata, e turisti avidi di possedere corpi e anime là nei paradisi chiamati Copacabana, Ipanema... Ho visto uomini abbrutiti dall'alcool e dalla miseria seduti davanti a bicchieri di birra dorata, con gli occhi spenti di chi non chiede più niente ad una vita di stenti, di miseria, di degrado. Ho visto donne invecchiate da ripetute gravidanze cantare a squarciagola canzoni d'amore immaginato, e ballare per la strada davanti agli usci spalancati con l'incosciente allegria di chi piange se stesso. Ho visto Cristo urlato a perdifiato da predicatori improvvisati, ho visto il sole di questo paese magico e fatato, ho visto il bianco e il nero camminare insieme nelle strade fangose, ho visto, nonostante tutto, l'amore per la vita sui volti della gente. Brasile, terra di bambini abbandonati, terra di frutti colorati e profumati, terra di allegria, canzoni e danza nelle vene, terra di miseria materiale e ricchezza spirituale, terra di bellezza senza pari e di dolore sconfinato, sei rimasto nel mio cuore in cerca di emozioni, e un giorno tornerò a rivedere i tuoi colori e a sentire i tuoi sapori, perché non si può dimenticare chi ci ha donato tanto amore.
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Ho scritto questa poesia nel settembre del 2008, al mio ritorno in Italia dopo un soggiorno di due mesi in un centro nei pressi di Rio che si occupa dei ragazzi di strada brasiliani. E' stata un'esperienza per me indimenticabile; ero andato per dare amore e un po' del mio tempo a quei ragazzi, ma quello che ho ricevuto da loro è stato di gran lunga superiore a quello che ho dato. Amo profondamente il Brasile, amo la gente, i paesaggi, i colori, tutto di quel Paese pieno di contraddizioni ma affascinante sotto tutti i punti di vista.

L'autore
Vincenzo Rocciolo

Mi sembra sia passato tanto tempo da quel lontano 5 aprile del 1955, tanto tempo eppure a volte mi sembrano così vicini ricordi, immagini, sensazioni. Sono nato in un caldo paesino del nostro sud, Matinella, in provincia di Salerno, vicino al mare, nei pressi di Paestum e del Cilento. Ero un bambino intelligente, rifl

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Commenti (3)

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A
Antonio Terracciano13 agosto 2009

Ho molto gustato questa descrizione del Brasile, un paese dove non sono mai stato ma che penso di capire un po' per gli studi fatti e per alcune persone conosciute. La poesia mi è sembrata quasi una reinterpretrazione della famosa e struggente canzone "O que serà" del grande Chico (Buarque de Hollanda). Penso che la forza vitale del Brasile sia una delle poche chances che il mondo attuale abbia per continuare a vivere.

Rosy Marchettini13 agosto 2009

ho vissuto a rio de Janeiro e a Pedra, oltre ad aver visitato il territorio, si la vita in quella città è più o meno come l'hai descritta, ma non c'è solo degrado ad Ipanema, a Copacabana, nelle favelas, ci sono molte persone che hanno riccheze interiori stupefacenti, c'è chi ha una dignità che noi ce la sogniamo Per le strade ogni 300 metri c'è una cabina telefonica e in tutta rio ne ho vista una sola rotta, c'è rispetto, c'è gioia di vivere nonostante tutto Anche a me i brasiliani hanno insegnato moltissimo e non solo loro ma anche gli altri popoli dell'america meridionale Ho pregato a rio de Janeiro ed ho fatto anche una poesia su questa loro forza nella fede Amo il Brasile, il mio cuore è rimasto anche là Piaciuta

G
Gabriella Caruso14 agosto 2009

grandi verità in questi versi che scivolano dritti nell'anima. io non ho mai visitato il Brasile, ma la tua poesia rende perfettamente l'idea del fascino che emana e delle dualità esistente tra due mondi che convivono tra mille contraddizioni. molto apprezzata