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Poesia 12 ottobre 2017 · lettura 2 min · 588 letture

Omaggio ad Alda Merini

Vincenzo Rocciolo 44 poesie pubblicate
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Hai fatto di te stessa pane duro da mangiare immerso nel miele ambrato e dolce e nell’aspro e vermiglio capsicum con la carne viva fatta a pezzi. Hai dato in pasto a dotti medici e sapienti il tuo corpo e la tua anima spogliati dell’effimero e vestiti solo di normali nudità. Compagni di sventura chiamati a torto matti urlavano al cielo la loro assenza da un crudele mondo che non perdona chi è diverso. Racconta ancora, Alda, racconta a chi si bea dell’altrui infelicità quanto amore si può lasciare lungo strade accidentate. La tua forza era quella del dolore, la tua arte era la tua vita, e le tue lacrime il pianto del cielo fatto di tempeste, squarci di sole ed impetuosi venti. Non eri fatta per questo mondo indifferente, crudele e stupido; nei tuoi occhi c’era il velo della sofferenza e la luce di chi vede anche al buio. Vorrei che tu scrivessi ancora, Alda, che tu scuotessi con le tue parole questa umanità che sprofonda nel grigiore, ma posso solo vedere la tua foto al pianoforte mentre fumi.
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L'autore
Vincenzo Rocciolo

Mi sembra sia passato tanto tempo da quel lontano 5 aprile del 1955, tanto tempo eppure a volte mi sembrano così vicini ricordi, immagini, sensazioni. Sono nato in un caldo paesino del nostro sud, Matinella, in provincia di Salerno, vicino al mare, nei pressi di Paestum e del Cilento. Ero un bambino intelligente, rifl

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