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Introspezione 4 febbraio 2015 · lettura 1 min · 824 letture

Il volo

Vincenzo Rocciolo 44 poesie pubblicate
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Volavo un tempo quando la gioia illuminava il mio volto di bambino. Mi alzavo in volo chiudendo gli occhi e allontanando il mondo coi suoi tristi affanni. Il terzo gradino della scala, il piede destro alzato ed ero lassù in alto fino a toccare il tetto con un dito. C'era chi correva verso il nulla, chi guardava senza vedere, chi sentiva senza ascoltare, chi respirava senza vivere. Fermatevi, uomini e donne col cuore chiuso e senza sangue, venite quassù in alto con me dove tutto è luce e senza ombre. Era triste tornar tra i grandi a toccar con mano paura e odio, a leggere negli occhi la noia di chi ha perso la voglia di giocare. Adesso rido senza gioia, adesso piango senza lacrime, adesso soffro senza male, adesso cammino senza testa. Vorrei volare, ma non c'è più la scala, vorrei alzarmi, ma non c'è più il gradino, vorrei ridere, ma non c'è più il sogno, vorrei giocare, ma non c'è più il mondo.
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L'autore
Vincenzo Rocciolo

Mi sembra sia passato tanto tempo da quel lontano 5 aprile del 1955, tanto tempo eppure a volte mi sembrano così vicini ricordi, immagini, sensazioni. Sono nato in un caldo paesino del nostro sud, Matinella, in provincia di Salerno, vicino al mare, nei pressi di Paestum e del Cilento. Ero un bambino intelligente, rifl

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