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Poesia 13 ottobre 2017 · lettura 3 min · 814 letture

Canta, Orfeo!

Vincenzo Rocciolo 44 poesie pubblicate
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Quale dolore albergava nel tuo petto poeta e musico valente Orfeo, tu che di Calliope eri figlio e di lei avevi voce ed intelletto. S’acquietavan le feroci belve nell’udire il melodioso suono della tua lira dono del dio Apollo e frutto degli insegnamenti delle Muse. Gli uccelli si fermavano sui rami unendo il loro canto al tuo e le Sirene languide e ammaliatrici restavan folgorate dalle melodie. Solo un tuo gesto, solo un tuo verso cantato insieme alle note della lira e ogni fanciulla ai tuoi piedi avresti avuto, ogni creatura si sarebbe inchinata al tuo desìo. Ma il tuo cuore non batteva che per lei, i tuoi occhi non vedevano che lei, Euridice, figlia di Nereo e Doride fanciulla bella più del sole e della luna. Euridice per poco tempo fu tua sposa; Aristeo accecato fu dalla passione, e correva Euridice, ma un serpente tra le erbe mise fine alla sua giovane esistenza. Dolore e pianto bagnaron la tua lira e scendesti all’Ade per riportarla in vita; piangevan con te le anime dannate e Caronte, e Cerbero e le Erinni tutte. Omnia vincit amor, ed Euridice strinse la tua mano e si incamminò con te verso la vita e il sole, ma tu non voltarti Orfeo, non guardarla, o lei ritornerà tra le braccia di Caronte. Ma da troppo tempo non vedevi il suo bel volto, così forte era il desìo di rimirarlo che voltasti il capo verso lei e lei scomparve per sempre alla tua vista. Canta Orfeo, canta di lei e della sua bellezza, canta di quanto è doloroso dirsi addio, canta di come non si può resistere al voltarsi, di come batteva forte il cuore nello stringer la sua mano. Troppi uomini oggi chiudon le mani a pugno per colpire volti di donne tumefatti e gonfi, troppi uomini accecati da demoni invisibili metton fine a vite di donne senza colpe, troppi uomini violano corpi come involucri senza più difese forze e anima, troppi uomini si arrogano il diritto di decidere vita e morte delle donne. Ma tu canta, Orfeo, canta e non fermarti mai, canta affinché giunga il canto disperato di donne violentate, oltraggiate e sfigurate lassù dove esiste solo canto, pace e amore. Vorrei avere la tua lira per cantare come te, ma ho solo una chitarra e non so se basterà.
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L'autore
Vincenzo Rocciolo

Mi sembra sia passato tanto tempo da quel lontano 5 aprile del 1955, tanto tempo eppure a volte mi sembrano così vicini ricordi, immagini, sensazioni. Sono nato in un caldo paesino del nostro sud, Matinella, in provincia di Salerno, vicino al mare, nei pressi di Paestum e del Cilento. Ero un bambino intelligente, rifl

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