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Riflessioni 27 gennaio 2015 · lettura 2 min · 720 letture

Non dimenticate mai l'orrore

Vincenzo Rocciolo 44 poesie pubblicate
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Fiocchi bianchi su rotaie fredde e scure, odore di morte penetra nella pelle, volti scavati nascosti dietro i muri. Gli occhi guardano senza vedere, le gambe si muovono senza camminare, le mani si alzano per inerzia senza forza. Dov'è la gioia della salvezza? Dov'è il sorriso della speranza? Dove sono le lacrime della sofferenza? Tutto sepolto, tutto evaporato nel fumo che ha bruciato i corpi, di padri, madri, figli, sorelle, fratelli. Non più un nome, ma un numero per ricordare chi un giorno era, chi voleva vivere in pace e fratellanza. Sepolcri prima della morte hanno accolto corpi devastati, brividi di freddo e spasmi di dolore. Corpi denudati, privi di panni e dignità hanno varcato la soglia della morte per respirare l'odore della libertà. Bambini innocenti e puri hanno visto camici bianchi macchiati del colore grigio scuro della falsa scienza e della crudeltà. Giovani ragazze hanno sopportato sui corpi e dentro l'anima le violenze di uomini abbrutiti da alcool, cattiveria e prepotenza. Salite, fratelli e sorelle sui camion che vanno verso il sole, lasciate le vostre righe ed i triangoli colorati nelle mani dei becchini e baciate chi piange nel vedere ossa senza carne e occhi senza luce.
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Ho provato ad immaginare cosa ha visto e pensato un soldato russo quando è arrivato ad Auschwitz il 27 gennaio del 1945.

L'autore
Vincenzo Rocciolo

Mi sembra sia passato tanto tempo da quel lontano 5 aprile del 1955, tanto tempo eppure a volte mi sembrano così vicini ricordi, immagini, sensazioni. Sono nato in un caldo paesino del nostro sud, Matinella, in provincia di Salerno, vicino al mare, nei pressi di Paestum e del Cilento. Ero un bambino intelligente, rifl

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